Bill Callahan – YTI​⅃​A​Ǝ​Я

Peppe Trotta per TRISTE©

Ci erano voluti ben sei anni per ritrovare la voce unica di Bill Callahan dopo l’ottimo Dream River e durante quel lungo lasso di tempo il timore che qualcosa si fosse irrimediabilmente incrinato favorendo il sopraggiungere di un definitivo silenzio è stato un pensiero cupo difficile da schiacciare.
Fortunatamente le cose sono andate diversamente e l’ultimo triennio ha registrato non solo il ritorno sulla scena del songwriter di Silver Springs, ma anche una ritrovata continuità sinonimo di entusiasmo evidentemente mai sopito.

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High Vis – Blending ** Thus Love – Memorial ** Woru Roze – Soil

Francesco Giordani per TRISTE©

High Vis – Blending

Parlando dell’esordio degli Yard Act avevo annotato che con esso andava in qualche maniera congedandosi una stagione del rock britannico a cui Skinty Fia ha poi dato l’ultimo abbacinante colpo di spada. Se la relativa stanchezza di band “vecchie” (Sports Team, Life) e nuove (The Lounge Society, comunque non disprezzabili, Courting) pare confermare questa mia impressione forse pregiudiziale, il secondo lavoro della band di Graham Sayle, da Liverpool, subito la smentisce a suon di schiaffi e pugnalate del tutto impreviste.

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Heavenly – Heavenly Vs. Satan

Francesco Amoroso per TRISTE©

Dove eravate voi nel 1990? Io non mi ricordo bene. Avevo vent’anni ed evidentemente ero troppo preso dalla mia vita e da me stesso per rendermi conto di tutto quello che mi accadeva intorno. Ricordo che ci sono stati i mondiali di calcio in Italia. Ricordo anche la rapida disgregazione del blocco sovietico e la riunificazione delle due Germanie. Con una certa angoscia, mi ritorna in mente l’invasione del Kuwait da parte dell’Iraq di Saddam Houssein e l’operazione Desert Storm, avviata da George W. Bush (padre) ad agosto, mentre mi trovavo sull’isola di Ponza e, quando tutti gli altri dormivano, ebbri di sole, cibo e “amore”, mi attaccavo alla radio per sentire il telegiornale della mezzanotte nella speranza che si trattasse solo di una guerra lampo. Ho rimosso dalla memoria la fine del PCI e la nascita del “Partito Democratico della Sinistra” e mi è rimasto impresso l’omicidio della povera Simonetta Cesaroni, sempre in quel luminoso agosto che per me rappresentava uno dei primi passi, gioiosi e pieni di speranza, nella mia vita adulta e che, invece, è stato, evidentemente, tragico e crudele.

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Clara Mann – Stay Open

Francesco Amoroso per TRISTE©

Esiste una parola inglese (della mia fascinazione per le parole inglesi credo di avere parlato già spesso e diffusamente), della quale non trovo una traduzione adeguata in italiano, che descrive perfettamente una stato d’animo nel quale mi capita spesso di trovarmi: overwhelmed.
In italiano potrei dire sopraffatto o sconfitto, oberato o schiacciato, ma tutte queste parole hanno una valenza quasi esclusivamente negativa, mentre l’espressione inglese è molto più ambivalente ed è perfetta per descrivere una situazione di totale coinvolgimento emotivo.
Il lungo preambolo mi è necessario per giustificare la necessità di utilizzare questa parola, così bella ed espressiva, nel raccontare del nuovo EP di Clara Mann, Stay Open, appena uscito per la sevenfoursevensix.

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Logan Farmer – A Mold For The Bell

Francesco Amoroso per TRISTE©

Questo miraggio delle partite o delle vite senza sbagli: no, Miša si teneva volentieri il fallimento. Si teneva la vulnerabilità e lo scompiglio. Tanto valeva ubriacarsi o combinare pasticci, ma rispettare sempre la dignità del singolo essere umano: gentilezza e generosità erano migliori di una rettitudine che, nel nome di se stessa, non esitava a calpestare gli altri.
(Giorgio Fontana, Il Mago di Riga)

Non credo ci sia qualcosa di più efficace di una voce e una chitarra acustica per trasmettere la vulnerabilità e lo scompiglio dell’animo umano, per certificare un dignitoso fallimento o per raccontare di gentilezza e generosità che a volte si spingono quasi fino all’autolesionismo.
Una voce, una chitarra acustica e poco più riescono a provocarmi epifanie, improvvise e inaspettate, rivelazioni che qualcosa di più profondo, più significativo può risiedere o essere portato alla luce da un gesto, un oggetto, una situazione quotidiana, una frase letta distrattamente in un romanzo sugli scacchi, una canzone.

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