
Francesco Giordani per TRISTE©
Sul debutto degli australiani Johnny Hunter, da chi scrive lungamente atteso e se possibile ancor più chiacchierato, non ci sarebbe poi molto da aggiungere a quanto già detto, visto che la metà esatta delle dieci canzoni in esso contenute sono già state pubblicate in questa prima metà dell’anno, principalmente nell’ep digitale Endless Days, su queste pagine assai apprezzato.
Nell’era dello streaming imperante simili prassi non sono più una gran novità. Pensiamo a come Johnny Marr e Beach House hanno ad esempio “spillolato” le loro ultime fatiche discografiche, scientemente suddivise in episodi a rilascio periodico su Spotify. A patirne è sicuramente la nostra fame d’ignoto, quel mai sopito desiderio di venire in qualche modo sorpresi o piacevolmente contraddetti dalla scoperta di ciò che non ci è ancora stato svelato.
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