
Giulia Belluso per TRISTE©
Il ticchettio dell’orologio mi prende in giro: sono solo le 06 e 30 del mattino e sono già sveglia come se avessi ricaricato tutta la mia energia.
Vigile come sono, rimango a letto implorando un rapimento, una via di fuga da questa gabbia che ho io stessa creato.
Appena fuori dal mio uscio sento arrivare con vivacità gli uccelli che cinguettano, tutti in coro, tutti insieme e nella mia mente tutti quei versi mutano in parole che mi infondono un senso di libertà.
Afferro le chiavi della macchina e mi dirigo verso il mare. Sono sola ma non sento la mancanza di una compagnia, piuttosto vorrei liberare i miei desideri nascosti e svelare il mio destino attraverso il mio corpo completamente nudo al largo della costa.



