TRISTE© Best of:2012

Eccoci qua. Siamo arrivati alla fine di questo 2012. E per la prima volta dall’inizio di questa nostra (piccola) avventura, TRISTE© è riunito sotto un unico tetto (non a Roma, non a Londra, ma nella nostra comune città natale) per scrivere un post a quattro mani su quelli che a nostro avviso sono stati i migliori album dell’anno che si è appena concluso.

Fare questo genere di “classifiche” è sempre complicato: ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha ascoltato solo una porzione di tutti i dischi usciti e ognuno, per i motivi più disparati, si è fissato con qualche disco in particolare, che più di altri gli è entrato dentro. Dato tutto questo, mai ci sogneremo di dire che quelli da noi scelti sono i Migliori Album in assoluto. Sono i nostri. Quelli che personalmente ci hanno più appassionato, quelli che più abbiamo ascoltato. Anche perché, come detto, non è che abbiamo sentito tutte le uscite del panorama musicale 2012. Ma facciamo difficoltà a pensare che qualcuno l’abbia fatto. Però un bel po’ di musica è passata dalle nostre orecchie. E speriamo che un pò di questa, tramite noi, sia arrivata anche a voi.

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Babalot @ Forte Fanfulla (Roma) – 18/12/2012

“Oh, ma il Fanfulla non aveva chiuso?”

“NO. Si è spostato”

Che poi non si è spostato. Ha allargato la sua seconda sede, il Forte Fanfulla. La prima, purtroppo, non c’è più. Ma che volete farci, le cose cambiano. Non cambia però lo spirito del Fanfulla, locale “cuore” del Pigneto. Che magari odiate. Che magari non sopportate più perchè è dieci anni che ci andate. Ma in cui alla fine tornate sempre. E siete pure felici.

Stasera al Forte Fanfulla c’è/ci sono Babalot, ossia Sebastiano più vari amici. Il loro primo disco risale al lontano 2003. Ve ne sono stati altri due nel frattempo (2005, 2011) e sembrerebbe che un altro sia in cantiere.

babalot

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Freddie and The Hoares – Robin on a Pig’s Back – 2012

L’anno scorso la musica folk (nel senso più vasto del termine, e tenendo presente che siamo nel XXI secolo) è tornata in modo prorompente alla ribalta: negli stati uniti in primis (Josh T. Pearson, The head and the heart, tanto per fare dei nomi) dove è nata, ma anche nella vecchia europa (ascoltatevi Tom the Lion e vi ricrederete anche se non amate questo genere).

E se “L’uomo più alto del mondo” sforna uno dei dischi che sicuramente faranno ricordare il 2012 musicale, molti altri cominciano a farsi largo sulla scena, armati di chitarre e pochi altri strumenti.

Qui vi invitiamo ad ascoltare il debut album di Freddie and the Hoares, un “giovane bardo” che con molti richiami statunitensi (Dylan, ma anche Blue Grass arrabbiato), senza tralasciare qualcosa di europeo (io un pò di Ian Anderson non posso non fare a meno di vedercelo), ci propone questo concentrato (6 pezzi) di quello che egli stesso definisce Folk’n’Roll.

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