Valerie June – Pushin’ Against a Stone – 2013

Ci sono album che crescono nel tempo. L’anno scorso era successo così con gli Alt-J per me, un album che uscì a primavera 2012 ma di cui mi “accorsi” solo qualche mese più tardi. Probabilmente è la dimostrazione di quanto umorale sia recensire (recepire?) il contenuto di un album.

Valerie June, per dirla come Matteo Bordone (mi scuso, ma non riesco a trovare il link – in linea di massima era un commento sul fatto che la musica indie è senz’anima e triste principalmente perchè mancante della matrice blues-reggae-soul), non è indie. Ma è molto TRISTE©.

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TRISTE© Best of:2012

Eccoci qua. Siamo arrivati alla fine di questo 2012. E per la prima volta dall’inizio di questa nostra (piccola) avventura, TRISTE© è riunito sotto un unico tetto (non a Roma, non a Londra, ma nella nostra comune città natale) per scrivere un post a quattro mani su quelli che a nostro avviso sono stati i migliori album dell’anno che si è appena concluso.

Fare questo genere di “classifiche” è sempre complicato: ognuno ha i suoi gusti, ognuno ha ascoltato solo una porzione di tutti i dischi usciti e ognuno, per i motivi più disparati, si è fissato con qualche disco in particolare, che più di altri gli è entrato dentro. Dato tutto questo, mai ci sogneremo di dire che quelli da noi scelti sono i Migliori Album in assoluto. Sono i nostri. Quelli che personalmente ci hanno più appassionato, quelli che più abbiamo ascoltato. Anche perché, come detto, non è che abbiamo sentito tutte le uscite del panorama musicale 2012. Ma facciamo difficoltà a pensare che qualcuno l’abbia fatto. Però un bel po’ di musica è passata dalle nostre orecchie. E speriamo che un pò di questa, tramite noi, sia arrivata anche a voi.

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Alabama Shakes @the Coronet Theatre – London – 16-11-2012

Il Coronet Theatre è una meraviglia dalla storia centenaria, un teatro dalle rifiniture art decò che ha dato inizio alla carriera di un genio del nostro secolo: Charlie Chaplin. Si narra che (Wikipedia, altrimenti non lo avrei mai saputo. Donate!), durante la Seconda Guerra mondiale, il teatro abbia dato rifugio a molte persone, per via delle sue solide fondamenta. Ci piace pensare che oggi come allora, premessa l’evidente differenza di contesto, questo posto dia rifugio a chi cerca riparo dai bombardamenti mediatici di certa musica moderna.

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