Honeyblood – Honeyblood

Dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna. Dietro una grande donna, c’è sempre tanto lavoro (?). Mi piace partire così, con stereotipi femministi che fanno tanto Secolo scorso (cioè ventesimo, 1901-1999 ndr). Lo dico perché ieri ero sulla metro ed è entrato un tipo col kilt scozzese e mi ha subito fatto ricordare che le Honeyblood sono di Glasgow. La cittá piú pericolosa del Regno Unito.

Ma nondimeno, mi ha ricordato la forza degli stereotipi e dei pregiudizi. Una breve descrizione del personaggio a questo punto mi sembra necessaria: 50 anni e rotti, cresta lunga 10 cm e tenuta su con probabilmente sei bombolette di lacca spray (thank you, firmato buco dell’ozono), camicia bianca e giacca nera in pelle con le borchie, kilt in tweed verde e blu, infradito nere. Non è finita, aveva una decina di piercing distribuiti casualmente sul corpo  – tipo Mikado (il gioco) –  e dulcis in fundo, smalto dorato alle dita dei piedi. Così, a spregio.

Anyway, il punto è che nessuno sulla metro ha fiatato, riso o guardato il personaggio con quello sguardo del tipo:” ma pensa te!”. Nessuno, e tutti l’abbiamo chiaramente notato.
Ecco, se volevate uno stereotipo dell’Inghilterra, ve l’ho appena descritto.

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Casual Sex – 2013

Non posso aspettare ancora, ho deciso di trasferirmi a Glasgow. Golden Grrrls, Chvrches e adesso Casual Sex, cosa sta succedendo da quelle parti? Sarà forse il fascino che esercitano queste band che riescono a cantare in un inglese comprensibile a dispetto del dialetto filo-eschimese che si ritrovano (chiamate il customer service della Vodafone UK per un test…good luck!), ma mi sto entusiasmando a recensirle. Tre band di giovincelli dai suoni completamente opposti, rispettivamente: indie-punk-lo-fi, electro-pop, pop-punk.

Casual Sex

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