CHVRCHES – The Bones of What You Believe

Quanto tempo è passato dal giorno in cui abbiamo scoperto i CHVRCHES? Quasi un anno, ve lo dico io. E in questo anno il trio scozzese ci ha regalato tanti singoli splendidi ad intervalli piuttosto regolari (The Mother We Share, Recover, Gun) mettendo in luce un senso melodico eccezionale.

La mia paura più grande, quando ho avuto fra le mani il debut album, era quella di ritrovarmi con una manciata di canzoni già conosciute e una manciata di pezzi riempi-buchi. Un po’ come succede a tante band  alla prese con la pressione dell’hype che si è creato attorno a loro.

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Diciamoci la verità, quando ho visto la scaletta, ho subito capito che le mie paure erano più che fondate: nei primi tre pezzi c’erano due singoli ed una canzone già conosciuta…The Mother We Share, We Sink, Gun.

E allora passiamo subito al quarto pezzo, Tether, e vediamo cos’ha da offrire. Stop di 2 minuti, giusto il tempo di riprendermi dopo aver fatto un salto Omam-Biyik-style dalla sedia. Avete mai sentito qualcosa che suona come Corona e i Depeche Mode ai massimi livelli senza perdere autenticità ed intensità? Beh, ora non avete più alibi.

Poi si passa a Lies (altro singolo), Under the Tide (dove la fanciullesca voce di Lauren Mayberry lascia il posto a Iain Cook), Recover (eh si, un altro singolo) e mi domando: ma quando è stata l’ultima volta che un disco mi ha fatto impazzire così tanto per 7 canzoni di fila? L’ottava sarà sicuramente un passo falso e invece questi tre geniacci vanno a metterci proprio Night Sky e bisogna quindi aspettare fino a Science/Visions per trovare non un passo falso ma un cambio di rotta, con sonorità un po’ più progressive e meno dance ma senza dubbio interessanti.

Numero 10, arriva il meglio del meglio: Lungs. Il synth-pop della band, raggiunge vette talmente alte che tiro fuori il cappotto invernale (qui a Londra ci sono 12 gradi, giusto per metter in chiaro le cose). Il disco si chiude con By The Throat e You Caught The Light che sembra uscita dalla colonna sonora di Top Gun – immagine di Tom Cruise centauro che corre all’impazzata per ritrovare se stesso – e che va a mettere la parola fine a un paio di cose: l’idea che i CHVRCHES non siano una grande band e che il loro disco d’esordio non sarebbe stato all’altezza delle aspettative.

Voto 9. Synth-pop da vette siderali. Non ci credete? Ascoltatelo qui.

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3 pensieri su “CHVRCHES – The Bones of What You Believe

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