Anna Calvi – One Breath

Beh, dopo una settimana passata al fianco di due persone che cantano a squarciagola canzoni neo-melodiche napoletane per almeno 3 ore al giorno, non avrei potuto chiedere di più dalla vita che una nuova release di Anna Calvi.

Parlare di Anna mi fa pensare a tante cose: il concerto che ho perso alla Wilton’s Hall (sold out in un battito di ciglia); lo stupendo live che mi ha regalato a Glastonbury 2011 (John Peel’s stage – ne esistono altri?); ma soprattutto la mia scarsa affinità con l’universo del gentil sesso legato indissolubilmente alla poesia saffica (e non solo). Già, perchè, caso più unico che raro,  questa volta mi pare che l’amore venga ricambiato – non come quella volta in cui dichiarandomi ad una amica della mia coinquilina, feci un’immane figura di merda.

cover_[plixid.com]

Il disco d’esordio di Anna Calvi era stato un colpo di fulmine per me, l’artista che più di tutti era riuscita a sfiorare le armonie/maestosità di Jeff Buckley: un’intensità straordinariamente unica nel trasportare l’ascoltatore in un’altra dimensione.

One Breath non è di certo da meno: Sing To Me, una novella Song To The Siren (si, lo so che in questo caso era Tim e non Jeff e soprattutto mi rendo conto che ascoltare questo pezzo mi porterà a rispolverare la discografia del riccioluto ancora una volta per i prossimi mesi); Eliza, un nome che a quanto pare mi perseguita..; Tristan, una versione più corta e pop di quella a cui ci aveva abituati Wagner al punto che qui non si hanno notizie di Isolde. Cosa si può dire della title track (One Breath per i meno anglofili – AhAh) ? È un puzzle di emozioni  “that is gonna change everything” e culmina in un intreccio di archi meraviglioso.

L’impressione generale dopo un paio di ascolti è che si tratti (esattamente come per il predecessore) di un album che regala emozioni sulla lunga distanza, un equilibrio che è costruito con grande sapienza sulla preparazione emotiva ai/dei suoni. Si, proprio come quella frase simil-fricchettona ma vera in cui “il dolce non è così dolce se prima non si assaggia un po’ di amaro”.

E quindi, se anche voi siete costretti a tanta crudeltà nella vita (i cantanti neo-melodici), non potrete non essere affascinati da questo disco che già da ora si piazza nella top 10 di questo 2013.

Voto 8.5. Catartico.

PS: se volete info su “l’immane figura di merda”, scriveteci sul profilo o pagina Facebook o dove preferite.

2 pensieri su “Anna Calvi – One Breath

  1. Pingback: #TristeLondra – 2013 Top 10 Albums | Indie Sunset in Rome

  2. Pingback: Anna Calvi @ Auditorium Parco Della Musica (Roma) – 24/02/2014 | Indie Sunset in Rome

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