Cosmo Sheldrake – Pelicans We

Una volta sono andato a mangiare dentro alla torre dell’orologio di King’s Cross. Quel meraviglioso edificio che è stato usato anche durante le riprese della famosissima saga di Harry Potter. Io non ho visto nessuno dei film che la compongono, ma dicono sia molto bella.

Come al solito l’ho presa larga, parlo di quella cena perché quella sera ho conosciuto un mio amico, è uno chef portoghese di alto livello. Parlammo tantissimo e mi ricordo ancora quando mi spiegò dell’uso che si fa nella cucina creativa della maltodestrina. Non serve andare su wikipedia, vi dico solo che per farla breve, viene usata molto perché se mischiata a grassi riesce ad assorbirli ed a mantenere il proprio stato in polvere. É una cosa fighissima, ancora mi ricordo la polvere all’horseradish che me la fece scoprire.

Cosmo Sheldrake - Pelicans WE

Cosmo Sheldrake invece lo conobbi quando aprì il concerto dei Mutual Benefit alla chiesa di St.John in Bethnal Green, una serata meravigliosa: London Pride, panche in legno e un’atmosfera splendida.

Mi ricordo ancora le sue elucubrazioni ritmiche e l’eccitamento che riusciva a scatenare nel pubblico grazie alla propria creatività. É uno di quegli artisti che si deve vedere dal vivo, quando si presenta sul palco solo e dopo 2 minuti viene da chiedersi come faccia a fare tutto da solo, tipo East India Youth, tipo Andrew Bird.

Questo suo nuovo EP non si sottrae alla creatività a tutto tondo di Cosmo che riesce ad assimilare tutto, ogni influenza, ritmo, complessità del mondo e renderlo un intricato  miscuglio di suoni che risulta sempre pulito, netto, in un certo modo lineare.

Sembra che questo volta sia stato influenzato dai viaggi in centroamerica, verso isole popolate di scienziati e altre occupate da foreste tropicale. Alcune popolate di Tardigrade,  piccoli animali abituati a vivere e a resistere in condizioni estreme. Tardigrade Song è un waltz che ci tiene sospesi per un po’ ma guarda verso il lato positivo del resistere. Quello etico.

Poi Cosmo si trasforma in una mosca in The Fly, i suoni si fanno un po’ più opachi e il beat prende il sopravvento; nel brano successivo, la canzone che da il titolo all’EP, si ritorna verso le atmosfere di apertura, e i suoni si riconciliano con quelli di Tardigrade Song: “we live in denial the night we love”. É una battaglia con la propria etica, e quando per Rich, si aggiunge la voce di Anndreyah, tutto sembra acquisire un senso. Il registro fa un passo più in là e si avvicina al soul, al jazz, alla musica dell’anima.

Cosmo Sheldrake è come un contenitore, un filtro, un catalizzatore che assorbe ogni evento/suono attorno a lui e lo restituisce al mondo sotto una forma diversa. Come la maltodestrina. Affascinante, intrigante e complesso come solo certe artisti sanno esserlo, Pelicans We è un’altra prova del suo talento.

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