Cajsa Siik @Na Cosetta – Roma, 24/11/2015

Sicuramente Roma non è la città più comoda del mondo. Spostarsi da una zona all’altra spesso equivale ad una traversata oceanica che merita l’invio di una cartolina ai cari rimasti a casa.

Per questo non posso che apprezzare il fatto che a pochi passi da casa ci siano posti che permettono di ascoltare un bel live senza preoccuparsi per quanto sarà lungo il ritorno.

Ieri siamo tornati da Na Cosetta. Ad accoglierci c’era Cajsa Siik, e questo è il nostro racconto.

CajsaSiik_NaCosettaCajsa Siik arriva dalla Svezia ed ha all’attivo due album molto interessanti. Il primo, Plasic House (2012), più scarno e vicino ad un songwriting dalle venature folk, e il più recente Contra (2014) dove invece Cajsa esplora sonorità più “groovy”, che spesso virano verso il synth-pop.

Accompagnata da Johannes Nordell, l’artista Svedese spazia tra i pezzi dei due album, alternando momenti in cui le sonorità si avvicinano a quelle di London Grammar e simili (I Was Supposed To), altri di più marcato pop con richiami anni 80′ (The Fix, Higher), mentre altri ancora richiamano le cupezze che possiamo ritrovare in artisti come Twin Oaks o i più famosi Daughter (Cold and Clear).

Quello che sicuramente colpisce durante questo bel live è come i pezzi riescano sempre a viaggiare sul limite sottile che sta tra la ricerca di melodie capaci di colpire al primo ascolto e il non scadere in sonorità banali. Le canzoni di Cajsa Siik riescono perfettamente in questa impresa.

Ma non solo. Ciò che alla fine ci portiamo a casa (oltre a tutto il resto) è il ricordo dell’ottima voce di Cajsa, vero elemento portante delle sue composizioni. Quanto sia raffinato e particolare il suo cantato è evidenziato ancora di più dai due pezzi con cui l’artista Svedese conclude il live: un inedito (Time Is Changing ?) e l’ottima title track del suo primo album.

Entrambi cantati in solo, chitarra acustica e voce, sono due piccole gemme che, specialmente per noi che abbiamo una passione particolare per il folk e per “l’acustico”, non possono che essere la migliore conclusione di questo bel live.

Il fatto poi che per tornare a casa non abbia dovuto usare l’Atac, ha sicuramente reso ancora più positiva questa serata.

 

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