E.B. The Younger – To Each His Own

Alberta Aureli per TRISTE©

Non sono mai stato tanto felice come oggi.
Hugh Hefner

 

Scivoliamo al Paschall Bar di Denton, Texas, tra un cocktail alla moda e una scollatura sexy lasciando che i nostri occhi si riempiano di buon umore, affondiamo i talloni nella moquette e chiediamo ancora da bere, possiamo solo divertirci.

Siamo al Playboy After Dark o meglio siamo nel video di When the Time Comes di Eric Brandon Pulido che rimette in scena la mitica trasmissione di Hugh Hefner andata in onda alla fine degli anni sessanta.

Nel video, il finto Hefner chiede a Eric perché ha scelto di chiamarsi E.B. The Younger e lui risponde che, dopo le iniziali, “The Younger” è solo un modo antiquato per essere identificato come il più giovane in famiglia, suggerendo allo stesso tempo che qualcosa di più grande è venuto prima.

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Solange – When I Get Home

Carlotta Corsi per TRISTE©

Hai presente quando torni a casa dopo il lavoro, dall’università o dopo la spesa e metti su le zucchine a trifolare, per correre in doccia e poterti finalmente stendere sul divano, inerme, mandando in play un disco?

Ecco, questo è quello che ho fatto io quando ho scoperto che era uscito l’ultimo di Solange, ingannata anche dal titolo: il mio cervello non si è messo in stand-by, né tanto meno il mio corpo, ma anzi, hanno avuto un guizzo vitale incredibile, e a tratti mi sono sorpresa a ballare sulle zucchine sfrigolanti.

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Sasami – Sasami

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo all’avanguardia, che ha raggiunto livelli di sviluppo tecnologico ed intellettuale notevoli, appare quantomeno bizzarro dover dedicare una giornata alla celebrazione delle conquiste sociali, economiche e politiche delle donne.

Se fossimo così maturi quanto ci professiamo non dovremmo neanche più porci il problema della parificazione dei sessi.

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Hand Habits – Placeholder

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dalla mia unica (e non molto recente) lezione di Yoga mi porto dietro questa assurda convinzione che io in fondo, di meditazione, qualcosa ne so.

La sera, quando le luci sono spente e il gatto non occupa a sproposito il fondo del letto, tolgo il cuscino da sotto la testa, stendo la schiena, apro leggermente le gambe e le braccia girando i palmi verso l’alto, e respiro. Di pancia, lentamente e profondamente.

Partendo dal basso ventre fino al petto, e poi al contrario, espiro dal petto fino al basso ventre. Il movimento ripetuto e oscillante mi rilassa. Il piacevole sforzo del pavimento pelvico mi proietta verso distese infinite di dolci colline lussureggianti. Pieni e vuoti, alti e bassi che scivolano morbidi davanti i miei occhi chiusi.

Da questa posizione privilegiata posso credere di essere calma. E posso credere che anche Hand Habits lo sia.

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Angelo De Augustine – Tomb

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo sempre più incline alla rappresentazione violenta di sentimenti spesso più ostentati che realmente percepiti, mi arriva sempre più forte e toccante la voce di chi sa esprimersi pienamente con garbo e moderazione.

Proporzionalmente al dilagare dell’imperante rumore di fondo in cui tutto diventa indistinto cresce in me un bisogno di quiete, condizione necessaria per assaporare pienamente chi con delicata semplicità sa parlare diritto al cuore.

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