Tunng – Songs You Make at Night

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Una notte d’agosto mi aggiravo allegra in cerca di un bagno pubblico tra le stradine di Aliano, durante il festival di paesologia La Luna e I Calanchi.

Ho seguito un cartello stradale che indicava Toilette Donne fino a un piccolo slargo dove, tra la fontana comunale e il bar Brillo Parlante, un altro cartello con la stessa scritta suggeriva di scendere le vicine scale.

Dopo qualche ora sono tornata e sullo stesso cartello accanto al Brillo Parlante c’era scritto Toilette Uomini. Non ero sola (fortunatamente!) e quando ho guardato Arianna anche lei era a bocca aperta. Siamo scoppiate a ridere senza avere la minima idea di cosa fosse successo.

Questa è stata la mia estate: surreale.

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The Saxophones – Songs of The Saxophones

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Dondolando su un’amaca all’ombra di un’enorme quercia (no, non credo sia una quercia, forse un leccio chissà) osservo il cielo farsi rosa al tramonto sui colli pescaresi.

Solo le cicale, l’acqua della piscina che gorgoglia e mio nipote che urla come un’aquila (no neanche questo è vero, mio nipote sta dormendo). È che è tutto così calmo e sereno che la mia inquietudine sembra inopportuna.

“Time is like a river, you should know”. Si, ma perchè dovrei saperlo?

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Hilary Woods – Colt

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Ferma nel traffico della tangenziale mi è tornato in mente un gioco che facevo spesso da bambina.

Con penne e matite creavo una specie di rotatoria stradale a forma di esagono allungato, disponevo disordinatamente le mie macchinine all’interno di quel recinto fino a occuparlo tutto, e il gioco era riportare l’ordine e la corretta viabilità del traffico sulla scrivania.

In pratica, inscenavo un maxi ingorgo per poi provare a risolverlo. Ero una specie di deus ex machina con la paletta ma senza patente.

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Sun June – Years

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Qualche sera fa mi sono persa per tornare a casa.

Non avevo bevuto, non avevo fumato, non avevo neanche mangiato a dir la verità. Non era tardi, non ero né lontana né in un posto sconosciuto. Volevo solo disperatamente tornare a casa ma non sapevo più come.

Dalle cuffie una voce delicata e risoluta continuava a ripetere in un potente crescendo “I’m coming home” e pensavo “Ma beata te!”. Con tutta la calma che mi contraddistingue ho girato una sigaretta mentre blateravo insulti generici, mi sono seduta e ho aspettato.

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Preoccupations – New Material

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Un albero fa rumore quando cade se non c’è nessuno che lo sente?

Scopro questo famoso dilemma filosofico solo pochi giorni fa. La risposta non è scontata e io mi schiero con convinzione tra chi crede che le vibrazioni diffuse con la caduta non producano di per sé alcun rumore se non c’è un sistema uditivo a interpretarle.

Se ogni albero abbattuto corrispondesse a un fatto segnante del proprio vissuto si potrebbe pensare che in assenza di un testimone il fatto non sarebbe validato. Come a dire che non sempre riconosciamo l‘estensione e il significato delle nostra esperienza se non c’è nessuno a sentirla e provare empatia per essa.

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Angel Olsen @Unplugged in Monti @Auditorium Parco della Musica – Roma, 5/5/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Il 5 Maggio Angel Olsen ha suonato all’Auditorium di Roma per un live acustico intimo e delicato, sotto l’egida di Unplugged in Monti.

La location inizialmente doveva essere la Chiesa Evangelica Valdese ma il veloce sold out ha spinto gli organizzatori a trasferire l’evento in una sede più
spaziosa, senza perdere troppo in atmosfera.

Quell’atmosfera calda e profonda che ha riempito la sala Petrassi Sabato scorso.

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Holy Now – Think I Need The Light

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Tutte queste feste, i pranzi, i ponti, le bevute, i parchi, le birre e i cicchetti…ne esco sempre un po’ provata, mai veramente riposata.

Quindi questa volta mi dico “PIUTTOSTO LAVORO”, e così è.

E mentre Roma si svuota (ma apparentemente solo dei miei amici perché i locali sono pieni di persone festanti) mi sento un po’ persa. Forse è il caldo improvviso o il principio di ustione sulle spalle, ma un senso di malinconia si insinua leggero. Il caldo arriva veloce e l’euforia che si porta appresso bisogna saperla gestire.

Nel dubbio se tuffarmi o meno nell’ennesima adolescenza estiva, il primo disco degli Holy Now mi viene in aiuto.

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