Lomelda – M for Empathy

Albert Brändli per TRISTE©

Viviamo in una mondo distratto e veloce, in cui fermarsi anche per un solo istante e immedesimarsi in chi ci sta vicino, non è cosa semplice.

Stiamo forse perdendo l’innata capacità di essere empatici?

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E.B. The Younger – To Each His Own

Alberta Aureli per TRISTE©

Non sono mai stato tanto felice come oggi.
Hugh Hefner

 

Scivoliamo al Paschall Bar di Denton, Texas, tra un cocktail alla moda e una scollatura sexy lasciando che i nostri occhi si riempiano di buon umore, affondiamo i talloni nella moquette e chiediamo ancora da bere, possiamo solo divertirci.

Siamo al Playboy After Dark o meglio siamo nel video di When the Time Comes di Eric Brandon Pulido che rimette in scena la mitica trasmissione di Hugh Hefner andata in onda alla fine degli anni sessanta.

Nel video, il finto Hefner chiede a Eric perché ha scelto di chiamarsi E.B. The Younger e lui risponde che, dopo le iniziali, “The Younger” è solo un modo antiquato per essere identificato come il più giovane in famiglia, suggerendo allo stesso tempo che qualcosa di più grande è venuto prima.

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Why Bonnie – Nightgown

Giulia Belluso per TRISTE©

Non so voi, ma io in camicia da notte faccio le migliori dormite, le migliori pensate e anche i migliori balletti.

Dopo tutto se Superman era più abile con le mutande sopra la calzamaglia e Batman riusciva a combattere il crimine grazie ad un mantello, non vedo perché anch’io non possa avere un super potere grazie alla mia “divisa” da notte.

E’ con questa stranissima apertura che ho scelto di introdurvi i Why Bonnie da Austin, Texas

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Sun June – Years

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Qualche sera fa mi sono persa per tornare a casa.

Non avevo bevuto, non avevo fumato, non avevo neanche mangiato a dir la verità. Non era tardi, non ero né lontana né in un posto sconosciuto. Volevo solo disperatamente tornare a casa ma non sapevo più come.

Dalle cuffie una voce delicata e risoluta continuava a ripetere in un potente crescendo “I’m coming home” e pensavo “Ma beata te!”. Con tutta la calma che mi contraddistingue ho girato una sigaretta mentre blateravo insulti generici, mi sono seduta e ho aspettato.

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Jess Williamson – Cosmic Wink

Giulia Belluso per TRISTE©

Io penso che ci siano due tipi di cantanti folk.

Ci sono quelli che vogliono riportarci tutti al giardino dell’eden, lasciando che la nostra essenza fatta “di polvere di stelle” ci faccia stare lì in una sorta di beatitudine eterna, mentre coltiviamo verdure. E non c’è niente di sbagliato in questo.

E poi ci sono cantanti folk che vogliono semplicemente tornare nel giardino dell’eden con l’unico e singolare proposito di cogliere e mordere quel frutto proibito ancora una volta. Ed io non ho alcun dubbio che Jess Williamson appartenga a quest’ultima categoria.

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Why Bonnie – In Water

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Questo Inverno a livello di mal di gola/raffreddore/febbre sono stato peggio del solito.

Ok, io dico sempre di stare male, specialmente nella stagione fredda, quindi non risulto molto credibile. Però quest’anno è stato un continuo alternarsi di miglioramenti e peggioramenti: mai stato malissimo, ma al minimo freddo o alla minima stanchezza ecco tornare tosse, raffreddore e qualche linea di temperatura. Una tragedia insomma.

Mai come quest’anno ho voglia di un po’ di sole caldo e di un po’ di mare.

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Monk Parker – Crown of Sparrows

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sarà perchè vivo in Italia, ma Agosto lo considero il mese del mare e della vacanza, e soprattutto il mese in cui poter staccare un po’ da tutto. Dal lavoro, sì, ma anche dalle novità musicali.

Per questo non capisco mai fino in fondo la scelta di far uscire dischi in questo periodo (quantomeno nell’emisfero boreale). Soprattutto quando gli album presentano sonorità che, al mio orecchio, associo più a del whisky e al fuoco di un camino (o di un bivacco in una prateria).

Per questo Monk Parker continua a spiazzarmi. Ma io continuo a non pensarci ed ascoltare la sua splendida musica.

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