Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow

Emanuele Chiti per TRISTE©

Cinque anni in questi tempi frenetici sono tanti, forse troppi.

Ma tanti ne sono passati dall’ultimo disco di Sharon Van Etten, Are We There.
E se prima per l’appunto “eravamo lì”, nei territori new folk al femminile americani, ora dove siamo?

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Daniel Land – The Dream Of The Red Sails

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Su suggerimento di Rob Brezsny questa settimana scriverò un breve saggio dal titolo “Il 2019 è l’anno in cui capirò cosa voglio davvero”.

Cosa voglio davvero, cioè il mio Desiderio, è ciò che mi definisce ma sul quale non ho controllo. Io sono il mio desiderio (dicono), mi abita e mi trascende, non mi appartiene e allo stesso tempo mi trascina.

Quindi per scoprire cosa non posso governare inizio a pensare a cosa posso governare, e cioè la mia attenzione.

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Fog Lake – Carousel

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Se penso alla mia infanzia, non ho un grande ricordo delle giostre.

Non che i miei genitori non mi ci portassero, ma già all’epoca avevo la tendenza a rompere le scatole. E a comportarmi come se avessi una 15ina d’anni in più della mia età anagrafica (vizio che nel tempo non ho quasi mai perso).

Nonostante questo, quando mi trovo a passare di fronte ad una vecchia giostra ne rimango sempre attratto: tanto è il fascino di un vecchio carosello e grande la sua potenza evocativa.

Così grande da poter farti rivivere un passato che non hai nemmeno vissuto.

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Antonio Raia – Asylum

Emanuele Chiti per TRISTE©

Ci sono cose che in giovane età guardi con paura, distacco e a volte noia.

Le stesse cose dopo tanti anni si trasformano in qualcosa di concreto, reale di cui non puoi più fare a meno. Bello Coltrane, sì ma vuoi mettere i R.E.M. Che casino che fa Coleman! Ma vuoi mettere i Notwist?

E cosa combina Albert Ayler? Cosa “significa”?

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The Good The Bad and The Queen – Merrie Land

merrie land

Francesco Giordani per TRISTE©

Gennaio, si sa, è quel momento dell’anno in cui l’ascoltatore compulsivo si vota al diligente recupero di quanto nell’anno precedente gli è per i casi della vita sfuggito ma che per fortuna resta annotato nella sua proverbiale agendina.

Chi vi scrive non fa eccezione e, tra i tantissimi (troppi!) dischi che in questi giorni ho recuperato, raccomando senz’altro Merrie Land dei The Good The Bad and The Queen.

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