Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow

Emanuele Chiti per TRISTE©

Cinque anni in questi tempi frenetici sono tanti, forse troppi.

Ma tanti ne sono passati dall’ultimo disco di Sharon Van Etten, Are We There.
E se prima per l’appunto “eravamo lì”, nei territori new folk al femminile americani, ora dove siamo?

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Pi Ja Ma – Nice To Meet U

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ad Avignone c’è un ponte.

La leggenda dice che il pastore Bénézet all’età di 12 anni ricevette l’ordine divino di costruirlo e per convincere il re, che non voleva dargli il permesso, spostò un enorme masso.

Oltre che per il ponte la città francese è nota per la “cattività avignonese”, il periodo in cui la sede papale fu trasferita in Francia (dal 1309 al 1377) a seguito dei fatti culminati con il celeberrimo schiaffo di Anagni.

Io Avignone la ricordo soprattutto per il caldo patito un Agosto di qualche anno fa.
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Daniel Land – The Dream Of The Red Sails

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Su suggerimento di Rob Brezsny questa settimana scriverò un breve saggio dal titolo “Il 2019 è l’anno in cui capirò cosa voglio davvero”.

Cosa voglio davvero, cioè il mio Desiderio, è ciò che mi definisce ma sul quale non ho controllo. Io sono il mio desiderio (dicono), mi abita e mi trascende, non mi appartiene e allo stesso tempo mi trascina.

Quindi per scoprire cosa non posso governare inizio a pensare a cosa posso governare, e cioè la mia attenzione.

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Primitive Lips

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Crediamo di intenderci;
non ci intendiamo mai.
(Pirandello)

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno il suo.

Nelle mie parole c’è il senso e il valore delle cose come sono nel mio mondo, inevitabilmente diverso da chi le ascolta o le legge con il senso e il valore delle cose che sono nel suo mondo. È un mistero che non si scioglie mai se non con la voglia di trovare una prossimità, se non di senso, almeno di intenti.

E se questa voglia non c’è o non è condivisa? Basta alzare un po’ il volume della musica, chiudere tutto e cercare un momento di pausa. Una bolla sicura in cui rifugiarsi un attimo e fare ordine.

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Paul Smith – Diagrams

Francesco Giordani per TRISTE©

Vorrei parlarvi del nuovo disco di Paul Smith.

Ma prima permettetemi di ricordare Nicholas John Talbot, aka Gravenhurst, il geniale compositore (ma anche giornalista ed epistemologo) bristoliano che esattamente quattro anni fa ci lasciava, appena trentasettenne, in circostanze tutt’oggi non chiarite.

Vidi Talbot dal vivo per la prima (e per me anche ultima) volta nel Novembre del 2010, in apertura proprio del compagno di etichetta Paul Smith. Ricordo quel concerto perché a sentire Talbot eravamo non più di otto persone contate ma soprattutto perché fu in quell’occasione che, per la prima volta nella mia vita, guidai fino a Roma – spinto un po’ a forza dall’ostinata benevolenza di un amico, che oggi ringrazio, ad affrontare ed infine sconfiggere una delle mie ataviche paure.

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Willie J Healey – 666 Kill

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Se esistesse un contatore per le parole che ognuno usa più spesso il mio segnerebbe, per l’anno in corso, un record di “urgenza”. Sono sicura che anche rimettendo insieme le recensioni per TRISTE© se ne troverebbe una conferma.

È una bella parola, con un bel suono e vibra di un’ambivalenza che la rende positiva in potenza (sì ok, anche potenzialità è una parola che ho usato molto).

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Scott Matthew @Largo Venue – Roma, 06/11/2018

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Il cantautore australiano di base a New York, Scott Matthew, è in tour in Italia per presentare il suo nuovo album, Ode to Others.

Quattro date che partono da Roma, Largo Venue il 6 novembre.

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