Steve Gunn – The Unseen in Between


Alberta Aureli per TRISTE©

I don’t like to put myself on this pedestal or anything like that.

C’è una foto piccola di Lansdowne, Pennsylvania dove Steve Gunn è nato.

Al centro della foto un fiumiciattolo circondato da Salici e Pioppi, fronde gialle colorate d’autunno. In fondo, a sinistra, il greto e i tralicci bassi.

Puoi immaginare a piacere la strada vicina e un ragazzo in bicicletta, stivali di gomma alta, un pub mezzo vuoto o un racconto di Carver intero.

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Tallies – Tallies

tall

Francesco Amoroso per TRISTE©

Non prendetevela con me. Non sono uno scrittore di talento. Anzi nemmeno uno scrittore. Sono, quindi, molto spesso costretto a prendere a prestito da altri le parole che mi mancano per spiegare ciò che penso e provo.
Lo so. Ho più volte abusato della storia della Madeleine di Proust. L’ho fatto anche qui, tempo fa. L’avevo premesso, dovrete essere indulgenti e perdonarmi. Continua a leggere

Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow

Emanuele Chiti per TRISTE©

Cinque anni in questi tempi frenetici sono tanti, forse troppi.

Ma tanti ne sono passati dall’ultimo disco di Sharon Van Etten, Are We There.
E se prima per l’appunto “eravamo lì”, nei territori new folk al femminile americani, ora dove siamo?

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Pi Ja Ma – Nice To Meet U

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ad Avignone c’è un ponte.

La leggenda dice che il pastore Bénézet all’età di 12 anni ricevette l’ordine divino di costruirlo e per convincere il re, che non voleva dargli il permesso, spostò un enorme masso.

Oltre che per il ponte la città francese è nota per la “cattività avignonese”, il periodo in cui la sede papale fu trasferita in Francia (dal 1309 al 1377) a seguito dei fatti culminati con il celeberrimo schiaffo di Anagni.

Io Avignone la ricordo soprattutto per il caldo patito un Agosto di qualche anno fa.
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Deerhunter – Why Hasn’t Everything Already Disappeared?

deerhunter - why hasn't everything already disappeared

Francesco Giordani per TRISTE©

Sembra un pensiero ozioso, probabilmente vacuo. Eppure ne fu più che sfiorato anche Heidegger. “Perché c’è qualcosa anziché niente?”. Lungi da me avventurarmi in possibili risposte, tranquilli. Anche perché la domanda è a tal punto vertiginosa che mi basta semplicemente contemplarla, senza chiedere altro, affacciandomi sulla sua dismisura gratuita, a tratti quasi sfacciata, e nondimeno perfettamente pensabile.
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