Non so che tipo di compleanni abbia avuto questo timidissimo (al limite del patologico) cantautore inglese, ma è evidente che io ne ho avuti di più piacevoli. Infatti non stupisce il piglio malinconico, triste (senza ©) quasi senza speranza che sembra essere alla base della composizione delle sue canzoni. Forse non è il più adatto degli ascolti da fare in un dopo elezioni che ci lascia esterrefatti, ma soprattutto confusi, di fronte ad un futuro che potrebbe essere peggiore del passato recente. Nonostante il mood pessimista, e in questo sta la forza di Henson, questo discendere negli inferi delle sue emozioni in realtà ci dona musiche e liriche che non affondano mai, probabilmente sostenute dalla purezza e dall’onestà che riescono a trasmettere. Ma ora devo smetterla di fare politica.
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Darkstar – News From Nowhere – 2013
Alla fine ce l’hanno fatta. Maledetti maldigola/febbre/raffreddore (in rigoroso ordine di apparizione). Fortunatamente durano sempre poco. Però in questi due giorni sto vivendo come in un pallone, completamente ovattato e mezzo rintronato. Il nuovissimo News From Nowhere degli inglesi Darkstar sembra fatto apposta per la mia condizione. In senso positivo.
Night Beds – Country Sleep – 2013
Piove ed è grigio. Piove ed ho il camino acceso. Piove e non sono a Roma (almeno non sono a litigare con l’ATAC). Ma tutta questa pioggia un pò di malinconia te la porta. E allora vorresti essere più vicino a persone e luoghi che ti sono nel cuore.
Country Sleep è il debut album di Winston Yellen, aka Night Beds. Un album (in parte) nato come fuoriscita da un periodo non troppo felice dell’artista, che aveva perso lavoro, ragazza e pure casa. Insomma un pò una mezza tragedia. Ma il disco è, appunto, la fuoriuscita da questo periodo. E’ malinconico. Non depresso. E guarda avanti.
Indians – Somewhere Else – 2013
Il cielo di Londra è grigio stamane, è il tempo prefetto per una recensione TRISTE©. Apro gli occhi, metto le cuffie, faccio partire “Somewhere Else” e il bollitore per il tea. Ora, se mai ci fosse un tempo perfettamente adatto all’ascolto di un disco del genere, sarebbe un mattino Fall/Winter d’oltremanica, quindi non mi assumo responsabilità per qualche affermazione troppo azzardata.
Wolf Alice – Fluffy – 2013
Con un occhio già rivolto all’anno appena cominciato e l’altro rivolto a quello passato – causa TIA (gli stravizi natalizi lasciano sempre degli strascichi) – eccomi a commentare i primissimi lavori di un band dal destino segnato.




