Living Hour – Softer Faces

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Vedere crescere un figlio è un’esperienza bellissima e, al tempo stesso, straziante: ogni piccolo cambiamento, dai primi dentini, alle prime parole, ai primi passi, al primo giorno di scuola, è una enorme conquista eppure porta con sé anche il sapore di una terribile perdita.

Mentre gioisco per ogni minima conquista del mio pargolo, che si rende di giorno in giorno più autonomo, più sicuro e sviluppa la propria personalità e individualità, non riesco a non provare un senso di smarrimento perché ciò che è appena stato non sarà più: mio figlio non avrà più sei mesi, non più due anni, non potrò più cullarlo (tra poco neanche tenerlo in braccio), né basterà più un bacino per fargli passare il dolore e già ricordo le levatacce notturne e il cambio dei pannolini con struggente nostalgia.

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Allume – Valentine

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Sono stato sempre un po’ un maniaco degli elenchi.

Chiariamoci subito: non un maniaco dell’ordine. Anzi, tendenzialmente sono una persona molto disordinata. Però se comincio a sistemare le cose, soprattutto se possono essere catalogate secondo qualche criterio, ci tengo molto che qualche logica sia rispettata.

E questo vale anche per la musica.

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Old Sea Brigade – Ode To A Friend

Alberta Aureli per TRISTE©

C’è un modo di essere, specifico e non ragionato, per cui parlare d’amore, non solo non è un’operazione superflua, è l’unica possibile.

Ode to a friend, album d’esordio di Old Sea Brigade, pseudonimo del giovanissimo Ben Cramer, è un limpido e affascinante dialogo d’amore. Che poi riesca a tenere alti i toni della malinconia è solo un altro pregio.

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Angelo De Augustine – Tomb

Peppe Trotta per TRISTE©

In un mondo sempre più incline alla rappresentazione violenta di sentimenti spesso più ostentati che realmente percepiti, mi arriva sempre più forte e toccante la voce di chi sa esprimersi pienamente con garbo e moderazione.

Proporzionalmente al dilagare dell’imperante rumore di fondo in cui tutto diventa indistinto cresce in me un bisogno di quiete, condizione necessaria per assaporare pienamente chi con delicata semplicità sa parlare diritto al cuore.

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Rustin Man – Drift Code

Emanuele Chiti per TRISTE©

Il caso vuole che mi ritrovi a scrivere queste righe due giorni dopo la scomparsa di Mark Hollis, voce e leader dei Talk Talk, una mente luminosa che grazie al lavoro con la band londinese aprì tutto un nuovo capitolo nel campo delle sonorità “post” e la decostruzione dei canoni rock.

E proprio in questi giorni è uscito il secondo disco solista del bassista di quello splendido gruppo, Paul Webb. Non troverete questo nome sulla copertina del disco ma Rustin Man, cioè il moniker che scelse tempo addietro quando diede alle stampe il primo disco co-intestato con Beth Gibbons, Out Of Season. Ben diciassette anni fa.

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