
Francesco Amoroso per TRISTE©
Vedere crescere un figlio è un’esperienza bellissima e, al tempo stesso, straziante: ogni piccolo cambiamento, dai primi dentini, alle prime parole, ai primi passi, al primo giorno di scuola, è una enorme conquista eppure porta con sé anche il sapore di una terribile perdita.
Mentre gioisco per ogni minima conquista del mio pargolo, che si rende di giorno in giorno più autonomo, più sicuro e sviluppa la propria personalità e individualità, non riesco a non provare un senso di smarrimento perché ciò che è appena stato non sarà più: mio figlio non avrà più sei mesi, non più due anni, non potrò più cullarlo (tra poco neanche tenerlo in braccio), né basterà più un bacino per fargli passare il dolore e già ricordo le levatacce notturne e il cambio dei pannolini con struggente nostalgia.



