Insecure Men – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

Con ogni probabilità lo avrete letto.

Il settimanale New Musical Express (o NME, dir si voglia), a sessantasei anni dal suo glorioso debutto nella edicole inglesi ha deciso di porre fine una volta per tutte alla propria edizione cartacea, continuando ad esistere esclusivamente come magazine digitale.

Mi verrebbe da commentare: la fine di un’epoca, se solo questa frase non suonasse alle mie orecchie imperdonabilmente imprecisa, dal momento che di epoche che finiscono qui ce ne n’è molte più d’una, con tutta evidenza.

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Portico Quartet @Monk Club – Roma, 20/10/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’automazione sta sempre di più invadendo ogni aspetto delle società umane e del vissuto dei singoli individui.

Come “parte in causa” anche io mi trovo a partecipare (ed organizzare, come lo scorso Settembre a Lisbona) eventi che trattano del rapporto tra tecnologia (e più in particolare intelligenza artificiale) e società.

Fortunatamente, però, a parte qualche curioso tentativo, per ora i concerti li fanno ancora le persone in carne ed ossa.

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Charlie Cunningham – Lines

charliecunningham_linesFiamma Giuliani per TRISTE©

Amo camminare in città.

Anche se a Roma (tra le salite e le discese, le buche, i guidatori indisciplinati e distratti e la segnaletica non sempre evidente) può essere piuttosto pericoloso, soprattutto per chi, come me, anziché concentrarsi sulla strada rischia di perdersi in un particolare o nella musica che sta ascoltando.

Con Lines, album di debutto del britannico Charlie Cunningham, durante uno dei miei tragitti casa/tribunale, ho rischiato di arrivare tardi e di perdermi non solo nella musica, ma anche in un quartiere che conosco piuttosto bene.

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Roo Panes – Paperweights

Peppe Trotta per TRISTE©

È piuttosto complicato mantenere un equilibrio emotivo in questo periodo dell’anno. I cambi climatici repentini e la conseguente instabilità meterologica incidono sull’umore in modo decisamente negativo.

Lo sai in anticipo, ma non riesci a farci nulla. A salvarti ci pensa la consapevolezza che a breve esploderà la primavera e come sempre la musica.

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Breathless – Between Happiness And Heartache

Francesco Amoroso per TRISTE©

Conobbi gli inglesi Breathless come spesso accadeva a metà degli anni ottanta: una parola colta da un amico esperto, la lettura di una recensione su Rockerilla, una canzone orecchiata su Radio Rock (quando ancora Radio Rock era davvero una radio rock).

Ma ciò che mi incuriosii davvero e che mi portò ad ascoltarli (all’epoca per ascoltare un album bisognava acquistarlo, l’avevo già detto?) fu il titolo del loro album d’esordio: The Glass Bead Game, il gioco delle perle di vetro.

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Ulrika Spacek – The Album Paranoia

Sara Timpanaro per TRISTE©

L’esordio degli Ulrika Spacek si chiama The Album Paranoia, ed è perfettamente in linea con il concetto di paranoia. Si evince sopratutto dalla voce del cantante e dalle oscillazioni di luci ed ombre, nei testi e nei suoni, che questo album esalta vivamente.

Ma andiamo con ordine

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The Montgolfier Brothers – Seventeen Stars

Francesco Amoroso per TRISTE©

È sempre piuttosto difficile accogliere e introiettare nella giusta maniera l’idea di essere prossimi ad arrivare ai trent’anni. Se poi, poco prima della fatidica data, la vita cambia in maniera drastica e repentina, è probabile che sarà la paura ad accompagnare quel passaggio fondamentale dell’esistenza.

Anche se tento di essere distaccato (e quasi professorale) mentre enuncio queste incontrovertibili e banali verità, ciò non mi è possibile, poiché (purtroppo ormai parecchi anni fa) quello stato d’animo l’ho vissuto in prima persona.

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