Red Red Eyes – Horology

Horology

Francesco Amoroso per TRISTE©

Passerò per il solito vecchio trombone, ne sono consapevole. Farò l’effetto di quel vecchio Zio che ogni volta ci racconta la stessa storia, si ripete all’infinito e vagheggia (e vaneggia) i tempi andati come un’età dell’oro oramai lontana e dimenticata.
Correrò il rischio. Del resto questa rappresentazione non è poi così lontana dalla realtà.

C’era una volta un’epoca nella quale i dischi si compravano a scatola chiusa o quasi. Anche quelli degli esordienti. Bastava leggere una recensione interessante, ascoltarne un brano eccitante e il gioco era fatto. E quando si ascoltava per la prima volta un album nuovo, il brivido della scoperta andava di pari passo con il timore di aver investito in maniera sbagliata la sudata paghetta.

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Anne Garner – Lost Play

Peppe Trotta per TRISTE©

Quando il bambino era bambino,
camminava con le braccia ciondoloni,
voleva che il ruscello fosse un fiume,
il fiume un torrente
e questa pozzanghera il mare.
[Peter Hanfke da “Elogio dell’infanzia”]

Iniziamo il nostro percorso di vita con la fretta di diventare adulti e ci ritroviamo immancabilmente a desiderare di poter recuperare quell’innocenza, quel senso di libertà irrimediabilmente perduto.

Ci piacerebbe poter ancora riuscire ad usare la pienezza dell’immaginazione e sfuggire ai vincoli e alle pressanti responsabilità dell’età matura, ma si tratta di un processo irreversibile.

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Goat Girl – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

C’è poco da girarci intorno.

Il giovane rock inglese che sta pian piano crescendo alla gelida ombra della Brexit ha il gusto amaro e pungente della disillusione. Poca melodia, poco da ridere, tanta psicoanalisi, una certa dose rinforzata di cinismo.

Cimentarsi in ardite similitudini con gli anni dei sinistri trionfi thatcheriani appare senza dubbio semplicistico. D’altra parte, come ha annotato il filosofo inglese Mark Fisher nel suo folgorante Realismo Capitalista, quello che oggi per lo più viviamo è “un’incapacità di produrre ricordi nuovi”.

Perfida, anzi crudele, ironia della Storia.

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Cosmo Sheldrake – The Much Much How How and I

Giacomo Mazzilli per TRISTE©.

Ci sono persone che nascono senza età.

Se ci penso bene, ho almeno un paio di esempi lampanti: amici che a 18 anni sembravano avere 30 anni e che fino ad oggi non sono cambiati di una virgola. Sembra strano, dato che i volti sono senza dubbio la figura che più minuziosamente il nostro cervello riesce ad analizzare.

Ne dipende un po’ tutto, dal nostro umore, alla nostra capacità di relazionarci alla gente e, conseguentemente, la nostra attitudine sociale.

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Insecure Men – s/t

Francesco Giordani per TRISTE©

Con ogni probabilità lo avrete letto.

Il settimanale New Musical Express (o NME, dir si voglia), a sessantasei anni dal suo glorioso debutto nella edicole inglesi ha deciso di porre fine una volta per tutte alla propria edizione cartacea, continuando ad esistere esclusivamente come magazine digitale.

Mi verrebbe da commentare: la fine di un’epoca, se solo questa frase non suonasse alle mie orecchie imperdonabilmente imprecisa, dal momento che di epoche che finiscono qui ce ne n’è molte più d’una, con tutta evidenza.

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Portico Quartet @Monk Club – Roma, 20/10/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

L’automazione sta sempre di più invadendo ogni aspetto delle società umane e del vissuto dei singoli individui.

Come “parte in causa” anche io mi trovo a partecipare (ed organizzare, come lo scorso Settembre a Lisbona) eventi che trattano del rapporto tra tecnologia (e più in particolare intelligenza artificiale) e società.

Fortunatamente, però, a parte qualche curioso tentativo, per ora i concerti li fanno ancora le persone in carne ed ossa.

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Charlie Cunningham – Lines

charliecunningham_linesFiamma Giuliani per TRISTE©

Amo camminare in città.

Anche se a Roma (tra le salite e le discese, le buche, i guidatori indisciplinati e distratti e la segnaletica non sempre evidente) può essere piuttosto pericoloso, soprattutto per chi, come me, anziché concentrarsi sulla strada rischia di perdersi in un particolare o nella musica che sta ascoltando.

Con Lines, album di debutto del britannico Charlie Cunningham, durante uno dei miei tragitti casa/tribunale, ho rischiato di arrivare tardi e di perdermi non solo nella musica, ma anche in un quartiere che conosco piuttosto bene.

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