Glastonbury 2014

Come ho (abbiamo?) menzionato qualche volta, la settimana scorsa ero a Glastonbury. Quello che viene definito da molti come il più bel festival del mondo (se la gioca col Coachella) non è un semplice festival, ma un’esperienza di vita.

Lo dico col ghigno di chi ci è stato due volte e con la consapevolezza che fare glamping a Glastonbury non è da tutti. Si, non ho scritto camping, perché in fondo in fondo, sono un signorotto: non ho campeggiato assieme alle 300.000 persone presenti al festival, ma l’ho fatto nel giardino di casa di Michael Eavis, avendo piena disponibilità del bagno della casa. Glamorous camping, glamping per gli amanti dei neologismi.

Ma a parte questo, Glastonbury è ben altro.

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Waterstrider

Durante le vacanze natalizie ero in macchina con #TristeRoma, stavamo andando a comprare un prodotto tipico delle nostre parti e, come nostro solito, stavamo andando proprio nel paese di produzione (un po’ come quando prendiamo l’autostrada per andare a fare colazione qui,  Ah-ah).

Mentre guidavamo, alla radio passava una canzone che abbiamo riconosciuto solo dopo qualche sforzo, si trattava di una cover di Search and Destroy degli Stooges, un capolavoro senza tempo che ne “Le avventure acquatiche di Steve Zissou” è il chiaro protagonista di due minuti di cinema stellare. O almeno è quello che pensiamo entrambi.

Waterstrider

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