Il cielo di Londra è grigio stamane, è il tempo prefetto per una recensione TRISTE©. Apro gli occhi, metto le cuffie, faccio partire “Somewhere Else” e il bollitore per il tea. Ora, se mai ci fosse un tempo perfettamente adatto all’ascolto di un disco del genere, sarebbe un mattino Fall/Winter d’oltremanica, quindi non mi assumo responsabilità per qualche affermazione troppo azzardata.
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Local Natives – Hummingbird – 2013
Gli Hummingbirds sono gli uccelli più piccoli del mondo, anche se a me questa parola fa venire subito in mente altre due cose: una canzone meravigliosa dei Wilco (la migliore live band dell’universo – si, ci sono i Floating Disk da Saturno ma non sono all’altezza) e il carrot cake più buono di Londra.
Everything Everything – Arc – 2013
I neri hanno la musica nel sangue. Non c’entra niente con la recensione, ma farà sembrare meno “luogo comune” quello che dirò fra poco: è solo live che si riesce a capire la qualità di una band. Ad essere sincero, un paio di anni fa, quando vidi gli Everything Everything dal vivo non rimasi impressionato. Il live-set sembrava un po’ confusionario, le linee melodiche un po’ tutte uguali e non si riusciva a riconoscere quei suoni che su disco rendono le loro fatiche meritevoli di attenzione.
Serafina Steer – The Moths Are Real (2013)
Nel mio giardino, d’estate, mi è capitato più di una volta tornando a casa di notte, di venire assalito da strane cose volanti (di dimensioni poco rassicurarti) che non riuscivo ad identificare. Inizialmente pensavo fossero sintomi di una qualche attidudine psicotica, poi una volta, aiutato dalla luce, ho potuto capire quanto potessero diventare grosse le falene (trad. Moths). Beh, Serafina Steer ha proprio ragione: le falene sono reali.



