Stamani su Marsiglia c’era una nube fantozziana. Mi ha sorpreso mentre mi incamminavo verso l’auto e vi assicuro che non è stato il migliore dei risvegli. Soprattutto dato che è Lunedì mattina.
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Black Rebel Motorcycle Club – Wrong Creatures
Francesco Giordani per TRISTE©
Porto nel cuore i Black Rebel Motorcycle Club – d’ora in poi BRMC per amor di brevità- dal (tanto per cambiare…) lontano 2007. Ero allora a New York, per la mia prima, e sinora ahimè anche ultima, vacanza in America.
Bighellonando per le strade di Manhattan nelle mie nuove e fiammanti Converse color crema appena comprate per poco più di venti dollari (indubbiamente fra i migliori affari della mia esistenza, assieme al primo iPod che avrei comprato qualche metro più avanti), mi trovai a passare di fronte ad un enorme Virgin Megastore.
Avevano quei negozi, già allora, la surreale e mistica parvenza di un tempio buddhista nel cuore di una sempre più indifferente giungla metropolitana: un cumulo di rovine e maestosi relitti di rituali e simboli in via di sgretolamento.
Ma anche un luogo di culto per sparuti iniziati in fuga dal presente.
Anna Burch – Quit The Curse
In questi giorni di freddo e sole, le contraddizioni si sprecano.
Infatti, non riesco a capire quali siano le ragioni di pubblicare la metà di un album in anteprima per poi svelare la totalità dell’album qualche settimana dopo.
Sono sicuramente ragioni di marketing, per me oscure, che mi definiscono un outlier, statisticamente parlando. Continua a leggere
Montero – Performer
Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©
Essere bravi a fare molte cose, a prima vista, sembra una cosa invidiabile.
A prima vista. Perchè spesso, soprattutto in tempi in cui sempre di più si va verso l’iper-specializzazione, quello che succede è che non potendo eccellere in tutte le cose in cui si hanno delle qualità, alla fine ci si ritrova a dover fronteggiare, in ogni singolo campo, qualcuno molto più bravo di noi.
Però al bar possiamo parlare più o meno di qualsiasi cosa con tutti.
The Gentleman Losers – Permanently Midnight
Non mi capita più di prolungare una giornata fino a viverne in stato di veglia l’intera notte giungendo ad attendere l’alba.
Quando succedeva il buio ed il silenzio ad un certo istante sembravano non avere mai fine, l’orologio rallentava il suo inderogabile ritmo e la luce non voleva saperne di fare la sua comparsa.
In quel frangente tutto galleggiava indistinto e dai tratti evanescenti, ogni cosa si rivestiva di una patina surreale.



