Alt-J – An Awesome Wave – 2012

Fusion. E un cantato che ama distendersi fra le piane della lingua inglese  e le asperità ghiacciate di un’Islanda non troppo lontana. In sintesi, uno dei commenti più in voga su youtube è: “ma in che lingua cantano?”. In realtà non credo abbia niente a che fare con la loro provenienza: ragazzi del Cambridgeshire che si sono incontrati nella grigia Leeds (come se affiancare il colore grigio ad una città inglese avesse un valore..), dovrebbero non avere problemi con la lingua inglese

Anyway, stiamo parlando degli Alt-J (∆), conosciuti grazie al sempreverde Later.. with Jools Holland che affida ai quattro pochi minuti del suo tempo per farli conoscere al grande pubblico. L’effetto è interessante: una band il cui album è uscito nella primavera scorsa ed è passato semi-inosservato ai più, adesso sembra proiettare la band nel purgatorio delle potenziali star del futuro. Ne parlano in molti, e li mettono come candidati alla vittoria finale del “BBC sound of 2013” e vincitori al Mercury Prize (l’anno scorso vinsero The XX). A noi di TRISTE© piacciono molto, e giusto per loro abbiamo fatto un’eccezione, quella di recensire un album che non era fresco di release, sicuri che ne valesse la pena.

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Alpaca Sports @ Unplugged in Monti @ Black Market 25-10-2012

In Svezia fa freddo. Io ci sono stato qualche anno fa. A Novembre. In Svezia hanno tanto spazio. E con tutto quel freddo quello spazio non è “riempito” da gente che passeggia e va in giro in T-shirt con gli occhiali da sole.

Detto questo, quando nella sempre confortevole location del Black Market (vi prego, mettete un caminetto per l’inverno) si presentano i tre biondi svedesi degli Alpaca Sports, visto anche l’imminente calo di temperature nella capitale un ascoltatore poco informato avrebbe potuto aspettarsi una performance “invernale”.

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The Tallest Man on Earth @Kentish Town Forum – 22/10/2012

Ho dovuto attendere un paio di giorni prima di scriverne la recensione. Uno dei miei difetti più grandi è senza dubbio l’essere facilissima preda di altrettanto facili entusiasmi, uno dei miei pregi più grandi è l’esserne consapevole. Ah-Ah. The Tallest Man on Earth è un regalo divino alla musica contemporanea. La serata si apre con un trio country di cui nessuno aveva accennato la presenza; arrivano sul palco con una curiosa combo di capello lungo+trucker cap che per diversi minuti mi fa pensare si tratti di una messa in scena del nostro Kristian Matsson, invece no. Suonano una mezz’ora condita da alcuni pezzi interessanti, ma alla lunga questa piacevole sensazione si mischia alla monotonia del genere rendendo il tutto “poco-di-speciale”.

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Freddie and The Hoares – Robin on a Pig’s Back – 2012

L’anno scorso la musica folk (nel senso più vasto del termine, e tenendo presente che siamo nel XXI secolo) è tornata in modo prorompente alla ribalta: negli stati uniti in primis (Josh T. Pearson, The head and the heart, tanto per fare dei nomi) dove è nata, ma anche nella vecchia europa (ascoltatevi Tom the Lion e vi ricrederete anche se non amate questo genere).

E se “L’uomo più alto del mondo” sforna uno dei dischi che sicuramente faranno ricordare il 2012 musicale, molti altri cominciano a farsi largo sulla scena, armati di chitarre e pochi altri strumenti.

Qui vi invitiamo ad ascoltare il debut album di Freddie and the Hoares, un “giovane bardo” che con molti richiami statunitensi (Dylan, ma anche Blue Grass arrabbiato), senza tralasciare qualcosa di europeo (io un pò di Ian Anderson non posso non fare a meno di vedercelo), ci propone questo concentrato (6 pezzi) di quello che egli stesso definisce Folk’n’Roll.

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