Joanna Gruesome – Peanut Butter

Ci sono cose che alterano inevitabilmente il mio umore. Tipo l’Acea che non si accorge per due anni che mi ha cambiato il contatore e continua a mandarmi bollette riferite al vecchio (per i fan delle mie peripezie con l’Acea: magicamente tutto si è risolto). Tipo l’incapacità di fare uno scheduling preciso delle corse da parte dell’Atac.

Tutto questo (e molto altro) genera in me due sentimenti opposti: da un lato vorrei riuscire ad incazzarmi sul serio, dall’altro vorrei essere come il mio amico Giacomino che riesce a farsi scivolare addosso le cose e vivere sereno.

Ovviamente non sono in grado di mettere in pratica nessuna delle due alternative. Riesco solo a far aumentare la gastrite.

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Jackson Scott – Sunshine Redux

Aprile dolce dormire. Così dice l’adagio popolare. Non tanto per Aprile (visto che ormai è Maggio) quanto per il cambio di stagione, che se da un lato risveglia la natura (e il mio reflusso), dall’altro di primo impatto rintrona ed assopisce la gente.

In questo torpore psichedelico, forse la cosa migliore sarebbe andare a raccogliere gli asparigi e fare una buona frittata. In alternativa, trovatevi un disco adeguato da ascoltare.

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Sea Pinks @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 16/04/2015

Iei sera ero a mangiare con degli amici in zona Pigneto (che poi è anche dove abito) e ho avuto questa bella idea: perchè non facciamo una bella passeggiata fino a Monti? Ora, la gente mi ha guardato come un pazzo, ma alla fine sono riuscito a convincerli.

Che poi sembra chissa quanto, ma anche allungando il tragitto per vedere “quanto è bella Roma di notte”, alla fine son 5 km (fate anche voi questa bella passeggiata grazie a google maps!!! ehm..). ‘Sti giovani d’oggi….. vaglielo a spiegare che era una scusa come un’altra per arrivare al Black Market a bermi una birra.

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Fred Thomas – All Are Saved

L’altro giorno (giorno imprecisato nel passato che non è ieri ma può raggiungere anche uno/due mesi fa) un amico/collega mi parlava di una tecnica chiamata Mindful Self-Compassion (no, non c’entra direttamene con il mio lavoro. Tanto per chiarire): una tecnica di meditazione che, in pratica, punta sul cercare di non essere troppo severi con se stessi.

Io invece lo sono. Lo sono molto. Se qualcosa non va è colpa mia. Ovviamente tutto ciò causa uno stress ed un’ansia che si accumulano a quelli che, di base, già ho. Ma non posso fare altrimenti. E poi essere troppo indulgenti con se stessi penso sia da pigri.

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Alex Calder – Strange Dreams

Sembra che lo facciamo apposta. Ma non è così. Non cerchiamo continuamente musica canadese per fare review. Semplicemente questo paese negli ultimi tempi (un crescendo continuo considerando gli ultimi 10 anni) continua a sfornare una grande quantità di musica di altissima qualità. Il fatto che io sia diventato una specie di impiegato della pro-loco del Quebec è solo un fatto secondario.

Eccoci allora ad una nuova puntata delle nostre incursioni nella terra dello sciroppo d’acero: da Edmonton (Alberta), Alex Calder e il suo debut Strange Dreams.

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