Anna Calvi @St.John in Hackney – 13/12/2014

SPOILER: il resto della review sará in inglese. If you are English do not care or otherwise use Google translate here if you are really keen to know what I’ve just said. Ah-Ah

December is a great time for a change. I may leave London in the future, it’s a weird feeling, such as the one I am having now: it’s 8pm, I am in Hackney Downs,  10 mins walk away from a special venue called St.John in Hackney.

Have you ever heard about St. John in Clerkenwell? The best restaurant in London at the heart of one of my favourite London neighbourhoods. It is supposedly the Italian neighborhood. You can easily guess it as you see one of the most famous shop on Clerkenwell Road: Terroni of Clerkenwell. They do a pretty good coffee here. (Disclaimer: I am not getting a penny for saying that).

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Kalle Mattson @Unplugged In Monti @Black Market – Roma, 9/12/2014

Marica Notte per TRISTE©

Natale si sta avvicinando. Da grandi non lo si sente più di tanto, almeno non con quella frenesia infantile che riempiva ogni angolo di casa con canti, giochi e un costante attaccamento fisico ai propri genitori e una particolare devozione per la scuola. D’altronde quale occasione migliore per riuscire ad avere quello che si desiderava?

Ora da adulti, almeno per me, ci si rende conto che il venticinque Dicembre sta arrivando perché le strade si popolano di tantissimi Babbo Natale (a volte anche in versione femminile),  di luci colorate, di  persone che fissano le appariscenti vetrine, e perché il vento freddo inizia a farsi sentire e con esso gli odori di dolci e castagne che riempiono l’aria.

Io non chiedo molto per Natale. Mi piacerebbe soltanto che si avverasse questo piccolo e semplice desiderio: che durante la notte, per qualsiasi motivo, svegliandomi mi accorga che fuori, a pochissimi metri dalla mia stanza, la neve inizi a cambiare colore alle cose, dai tetti alle strade e agli alberi. Soltanto questo. Solo un pò di neve.

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Califone @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 24/11/2014

Ci sono artisti che più di altri ti entrano dentro. Ma se a volte ci sono dei motivi (un ricordo, un momento o un periodo della tua vita) per questo stretto legame, altre volte non sapresti dire il perchè di tanta passione.

Io non lo so di preciso perchè da molto tempo le note (e soprattutto le parole) di Tim Rutili mi causino i brividi. Forse è semplicemente il fatto di trovarsi di fronte ad un grande artista. E trovarlo di nuovo a Roma, questa volta per Unplugged in Monti, è una immensa gioia.

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Chet Faker @The Coronet – London – 20/11/2014

Da quando ho ripreso a giocare a basket ho meno paura di Elephant & Castle. Basta aggirarsi per Camberwell Road la sera, verso le dieci, per capire di cosa sto parlando. E&C sembra in confronto un teatrino di periferia. Tipo quello che rappresentava il The Coronet quando Charles Chaplin iniziò a svelare al mondo le proprie doti.

Ci sono già passato da queste parti, fra queste righe. Il motivo si chiamava Brittany Howard. Un motivo fantastico, Gospel Song cantata dal vivo, una performance sublime.

Ci ritorno per Chet Faker, una data sold out da mesi che, giusto per ricordarlo – deviazione professionale, sul mercato secondario ha fatto salire il prezzo a prezzi alti. £75 a biglietto.

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St. Vincent + Coves @Auditorium Parco della Musica – Roma, 16/11/2014

Ugo Salerno per TRISTE©

“Una fiamma di strass sul vestito non scalda un concerto freddo”

Questa è la frase più divertente che ho sentito all’uscita dalla sala Sinopoli, dopo il
concerto di St. Vincent domenica scorsa.

Tanto divertente quanto lontana dal vero. Forse vero è che se non ti senti rapito
completamente dalla figura di Annie Clark durante uno degli show di questo tour,
probabilmente il problema è dentro di te.

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French for Rabbits + Fraser Ross @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 11/11/2014

Le distanze a volte allontanano. Ci si promette di rimanere in contatto, ma capita di perdersi. Non sempre è così però: a volte le distanze rafforzano i legami e fanno capire quanto certe persone ti saranno sempre vicine, a prescindere dai chilometri.

Questa intro insopportabilmente dolciona era per dire che oggi è il compleanno di #TristeLondra che non solo è uno dei più grandi divoratori di musica che io conosca ma è soprattutto uno dei miei più cari amici. (Ora potete spulciare facebook per vedere chi compie gli anni oggi e capire chi è che si nasconde dietro il blog eheh).

E a proposito di distanze, per la nuova tappa di Unplugged in Monti, il Black Market ha ospitato degli artisti che vengono dalla parte del mondo più lontana dall’Italia (per essere precisi la parte del mondo più lontana dall’Italia è questa): la Nuova Zelanda.

French for Rabbits. Eccovi la nostra nuova review. Godetevela tutta.

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Jeff Tweedy @London Palladium – 04-11-2014

Jeff Tweedy è come l’orizzonte, un oggetto lontano, irraggiungibile, ma non solo. È un pensiero astratto. I’ve heard you say: dreams don’t matter. Beh, caro Jeff, te lo dico io se i sogni non contano.

Il mio primo sogno si avverò quando andai a vedere dal vivo gli Smashing Pumpkins a Bologna. Ero un pischello, era il 2000. Mi ricordo ancora benissimo tre cose: il giorno in cui andai da mio babbo dicendogli che io sarei andato al concerto, che lo volesse o no; il momento in cui sulla prima nota di Bullet With Butterfly Wings ci guardammo negli occhi io e il mio migliore amico con preoccupazione, dato che in un centesimo di secondo si sarebbe scatenato il pogo estremo; le mie giornate passate ad ascoltare tutte le parole di Billy Corgan. Imparai l’inglese mosso dal desiderio di capire cosa dicesse in quelle canzoni.

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