Izzy Nero – Song Of Myself

La ricerca (quella scientifica) spesso ti porta lontano. Soprattutto lontano da questo paese dove, purtroppo, non è facile portarla avanti.

Così il co-founder di TRISTE© (quello allegro) si era trasferito nelle midland inglesi per proseguire i propri studi (ora se la spassa in quel di Marsiglia, ma questa è un’altra storia).

Un altro mio amico (e collega) si era indirizzato verso le pioggie inglesi per continuare il suo lavoro, ed ora si trova invece sotto il sole (e nel deserto) texano, cercando di non far schiacciare la sua cinquecento dai suv di Dallas.

Se invece dovete ricercare voi stessi, non serve andare troppo lontano. Potete rimanere anche a casa. Ma dovete essere bravi.

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Birthh – Born in the Woods

Sara Timpanaro per TRISTE©

Quando ripenso alla mia adolescenza riaffiorano ricordi un po’ confusi, forse anche perché per me questo stadio sta per concludersi con difficoltà.

In psicoanalisi l’adolescenza è definita come quel processo di riorganizzazione del mondo interno, dove convivono insieme affetti, desideri e identificazioni, un momento di profondo cambiamento che spesso genera emozioni contrastanti e di difficile realizzazione.

Alice Bisi, alias Birthh, è una giovanissima e bravissima musicista il cui primo album, Born in the Woods, esce proprio oggi (18 marzo) per la sempre interessante We Were Never Being Boring, e mette insieme tutti questi frammenti legati ad uno dei periodi più complessi della nostra esistenza.

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Thom Byles

L’inverno, quest’anno, non è mai arrivato davvero. L’inverno è freddo, a volte piovoso, e certo non confortevole. Ma ha anche i suoi lati positivi.

Oltre alle zuppe di cavolo nero, l’inverno porta anche il clima adatto per ascoltare “un certo tipo di canzoni”. Quelli invernali appunto. Quelle che sembra che fuori c’è la neve, e magari c’è davvero.

E metti su Holocene e ti senti davvero a posto.

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Haley Heynderickx – Fish Eyes

A volte ti chiedono (o ti chedi) se tornando indietro avresti fatto le stesse scelte dal punto di vista scolastico/universitario.

Io sono un laureato in filosofia con dottorato in computer science che fa ricerca nell’ambito della robotica e delle neuroscienze computazionali. E sono molto contento di quello che faccio.

Però, a volte, avrei voluto studiare biologia. Ma solo per poi specializzarmi in biologia marina e poter studiare una delle cose che più mi affascina da quando sono piccolo: i pesci e il mondo sottomarino.

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Plastic Farm

Ad Ottawa c’è una piccola collina nel mezzo della città. Su quella che una volta si chiamava Barrack Hill, sorge oggi il parlamento canadese: un insieme di bei palazzi in revival gotico che danno le spalle al fiume.

Di fronte a questi palazzi, una volta mi trovai a piangere durante la commemorazione di non ricordo quale anniversario della nazione canadese. Non perchè ami le manifestazioni patriottiche (e tra l’altro non era proprio quello il caso), ma perchè avevo la percezione che le immagini di integrazione e serenità proiettate sulla mura di quei palazzi rispecchiassero effettivamente la serenità di quel popolo.

Ma questa è un’altra storia.

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