Father! – s/t

Sara Timpanaro per TRISTE©

Ricordi i tempi della scuola quando per evitare l’interrogazione facevi sega, bigiare, o come si dice a Catania càlia?

Quando falsificavi il libretto e cercavi di metterti nei guai? Quando per evitare una difficoltà evitavi tutto con la trasgressione? Ebbene quei tempi, sei hai più di 30 anni proprio come me, non esistono più. Oggi ti trovi magicamente a fare i conti con la partita Iva (se anche tu sei un libero professionista), le tasse e le bollette.

Raggiungi la fine del mese quasi sempre con l’acqua alla gola e vorresti che i problemi di oggi fossero quelli di ieri, cioè l’interrogazione o il compito in classe, o il findanzatino che ti ha mollato.

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Paillette – To Hide

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Come spesso ho raccontato su queste pagine, il mare e i suoi abitanti sono sicuramente una delle mie passioni più grandi sin dall’infanzia.

E ovviamente grande curiosità mi hanno sempre generato i documentari sulle profondità degli oceani. Buie e in apparenza inospitali, si rivelano invece piene di vita e di soprese meravigliose.

Un po’ come le profondità dell’animo umano. A volte spaventose e piene di cose da nascondere, ma anche ricche ed affascinanti.

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Crater – Unearth

Emanuele Chiti per TRISTE©

A volte credo di avere un sesto senso sulle persone: ad occhio riesco a capire se mi stanno simpatiche o no.

Una sorta di colpo di fulmine istantaneo, platonico ed emotivo, ma che 9 su 10 funziona.

E di solito le persone simpatiche mi aiutano a passare le giornate meglio, sia che abbia con loro un contatto fisico sia che possa solo sentire la loro voce e i loro strumenti suonare.

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Twin Oaks – Living Rooms

Giulia Belluso per TRISTE©

E’ Venerdì sera. Ho un appuntamento con la cara Sara Timpanaro. Mi preparo.

Accendo la luce della stanza, chiudo la porta e mi rifletto nuda allo specchio. Ho appena digitato play sulla mia fedele playlist. Mi guardo allo specchio e mi analizzo.

Passerò le solite 7 o 8 canzoni che non ho più voglia di ascoltare ma che non elimino, apro l’armadio e mentre abbozzo una coreografia (pazzesca) scelgo cosa mettere. La playlist continua a scorrere e dalle note surreali degli AIR, si sposta a un ritmo decisamente gloomy.

Le mie piroette, i saltelli “aggraziati” e la mia straordinaria presenza scenica da vera professionista circense, si trasformeranno in un fermo immagine nostalgico di ricordi passati e in fantasiosi pensieri romantici su di lui.

Saranno i Twin Oaks a farmi vivere tutto questo?

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da Black Jezus – They Can’t Cage the Light

Albert Brändli per TRISTE©

Mai rinnegare le proprie origini.

Ma quali sono realmente? Da dove veniamo? Questa non è una puntata di Voyager ed io non sono Giacobbo. La verità è che siamo tutti un po FUSION. Tutto lo è. Il cibo, le arti, le razze.

La buona notizia è che tutto ciò ha fatto si che potessimo mangiare un piatto al profumo di curry, godere di opere d’arte meravigliosamente imbastardite, e ascoltare un bianco di nome Elvis che suona la musica dei neri.

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