Daughter – Music From Before The Storm

Albert Brändli per TRISTE©

Che le tempeste facciano paura perlopiù a tutti non vi sono dubbi.

Lasciano a terra i segni del loro passaggio, sradicando gli alberi e scavando buche sul terreno.

Ma solo quelle interiori tracciano solchi profondi nell’animo.

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Jesse Woods – Autoflower

Albert Brändli per TRISTE©

L’estate non è ancora finita che i manichini nelle vetrine sono già agghindati come se fosse Novembre, e a me questa cosa proprio non va giù.

Non perché non ami particolarmente le stagioni meno calde, nè per il fatto di dovere indossare più di un capo alla volta. Più semplicemente perché adoro l’estate, il mare, la campagna e le colonne sonore che d’improvviso si accendono.

Ad un certo punto, però – ahimè – l’estate finisce, i primi ciclamini cominciano a sbocciare, e la musica cambia.

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Feist – Pleasure

Albert Brändli per TRISTE©

Nel nostro vocabolario il termine “Piacere” ha così tante definizioni che ci si potrebbe perdere un giorno intero per leggerle tutte.

Pleasure è il titolo dell’album che Feist ha appena pubblicato dopo un silenzio durato circa sei anni, certamente non trascorso bivaccando.

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Timber Timbre – Sincerely, Future Pollution

Albert Brändli per TRISTE©

Chi di noi – anche per una sola volta – non ha immaginato di vivere in un altro periodo storico-musicale che non sia quello in cui viviamo?

Io, per esempio, ho spesso immaginato di vivere a cavallo tra i 70′ e gli 80′, gli anni della disco dei bee gees, donna summer, gloria gaynor (per citarne qualcuno) ma anche gli anni in cui il rock non sarebbe stato più lo stesso.

Gli anni in cui nascevano i Cure, i Joy Division, i Bauhaus.

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Nadia Reid – Preservation

Albert Brändli per TRISTE©

La primavera tarda ad arrivare, e con essa anche la voglia di camminare per le selvagge terre del luogo in cui vivo.

Non che la pioggia o il vento siano gli unici deterrenti… è che a me piace farlo mentre fuori il sole è alto.

Di certo non è quello che avrà pensato Nadia Reid mentre girava in toure, perchè no, alla ricerca di ispirazione, l’intero globo. E sembra che l’abbia proprio trovata.

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Blonde Redhead – 3 O’Clock

Albert Brändli per TRISTE©

Nel cervello esiste una sostanza chiamata ossitocina, un neurormone in grado di scrivere nel nostro cervello quali siano le persone, gli animali o le cose che ci rendono felici. Fin dal momento in cui veniamo alla luce. Il primo episodio in cui si scatena l’aumento di questa sostanza è uguale per tutti: la prima poppata.

Era il 2004, mi trovavo al lavoro, e tra colleghi eravamo soliti proporre qualcosa da ascoltare durante il “faticoso” mestiere di tabaccaio. Così, tra un pacchetto di sigarette, una schedina e una ricarica telefonica, ci nutrivamo di musica, non sempre gradita alla colorata clientela.

Misery Is A Butterfly, era il disco che Alfredo – alias “Il ragioniere” – appasionato lettore de “Il Mucchio”- ci propose quel giorno.

Fu così che (con un po’ di ritardo) feci la mia prima poppata di Blonde Redhead.

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Shadow Band – Wilderness Of Love

shadowband_wildernessofloveAlbert Brändli per TRISTE©

Ho circa dieci anni e sono nel mio letto.

Dopo aver visto un film che – certamente – mi ha impressionato, riesco a vedere la sagoma di un figuro che muove la mano con fare minaccioso. Ho paura, ma non mi muovo. Resto lì – tra le mie lenzuola – fermo ad aspettare che qualcosa di spiacevole accada.

Ripensandoci, poi, riuscii a capire che si trattava semplicemente di un gioco di luci e ombre, ma credetemi, passarono delle ore finché non mi addormentai.

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