da Black Jezus – They Can’t Cage the Light

Albert Brändli per TRISTE©

Mai rinnegare le proprie origini.

Ma quali sono realmente? Da dove veniamo? Questa non è una puntata di Voyager ed io non sono Giacobbo. La verità è che siamo tutti un po FUSION. Tutto lo è. Il cibo, le arti, le razze.

La buona notizia è che tutto ciò ha fatto si che potessimo mangiare un piatto al profumo di curry, godere di opere d’arte meravigliosamente imbastardite, e ascoltare un bianco di nome Elvis che suona la musica dei neri.

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Le Firme di TRISTE© – Top 5 2017

Eccoci.

Manca poco al Natale. Ancora siamo presi col lavoro, con i preparativi, con i regali.

Però io (Vieri) il modo di stressare i nostri collaboratori e farmi consegnare le classifiche di fine anno l’ho trovato.

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Daughter – Music From Before The Storm

Albert Brändli per TRISTE©

Che le tempeste facciano paura perlopiù a tutti non vi sono dubbi.

Lasciano a terra i segni del loro passaggio, sradicando gli alberi e scavando buche sul terreno.

Ma solo quelle interiori tracciano solchi profondi nell’animo.

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Jesse Woods – Autoflower

Albert Brändli per TRISTE©

L’estate non è ancora finita che i manichini nelle vetrine sono già agghindati come se fosse Novembre, e a me questa cosa proprio non va giù.

Non perché non ami particolarmente le stagioni meno calde, nè per il fatto di dovere indossare più di un capo alla volta. Più semplicemente perché adoro l’estate, il mare, la campagna e le colonne sonore che d’improvviso si accendono.

Ad un certo punto, però – ahimè – l’estate finisce, i primi ciclamini cominciano a sbocciare, e la musica cambia.

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Feist – Pleasure

Albert Brändli per TRISTE©

Nel nostro vocabolario il termine “Piacere” ha così tante definizioni che ci si potrebbe perdere un giorno intero per leggerle tutte.

Pleasure è il titolo dell’album che Feist ha appena pubblicato dopo un silenzio durato circa sei anni, certamente non trascorso bivaccando.

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Timber Timbre – Sincerely, Future Pollution

Albert Brändli per TRISTE©

Chi di noi – anche per una sola volta – non ha immaginato di vivere in un altro periodo storico-musicale che non sia quello in cui viviamo?

Io, per esempio, ho spesso immaginato di vivere a cavallo tra i 70′ e gli 80′, gli anni della disco dei bee gees, donna summer, gloria gaynor (per citarne qualcuno) ma anche gli anni in cui il rock non sarebbe stato più lo stesso.

Gli anni in cui nascevano i Cure, i Joy Division, i Bauhaus.

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Nadia Reid – Preservation

Albert Brändli per TRISTE©

La primavera tarda ad arrivare, e con essa anche la voglia di camminare per le selvagge terre del luogo in cui vivo.

Non che la pioggia o il vento siano gli unici deterrenti… è che a me piace farlo mentre fuori il sole è alto.

Di certo non è quello che avrà pensato Nadia Reid mentre girava in toure, perchè no, alla ricerca di ispirazione, l’intero globo. E sembra che l’abbia proprio trovata.

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