Kali Uchis – Isolation

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Nel pieno dei miei 4 anni spesi a studiare le neuroscienze (in particolare la psicofisica della percezione visiva), ho avuto la fortuna di passare un po’ di tempo in giro per il mondo a presentare le mie ricerche.

In particolare, ricordo con piacere le due volte in cui passai del tempo in Florida, nella più importante conferenza del settore a Naples (VSS), dove non esistono pizzerie decenti e tutto è progettato per permettere alla gente di utilizzare il servizio “Drive”: la farmacia drive, Wendy’s drive, bancomat (ATM) drive, Walmart drive.

Cercherò i servizi igienici drive la prossima volta.  Continua a leggere

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D’angelo and The Vanguard – Black Messiah

Uno dei miei libri preferiti di sempre inizia in un modo unico, originalissimo, addirittura nelle note di stampa. L’autore è un geniaccio americano, uno di quelli dal talento smisurato. Uno di quelli che riesce sempre a non prendersi sul serio come solo gli americani sanno fare. Parte con una dichiarazione diretta verso i suoi lettori, dice: “in una scala da 0 a 10 dove 0 significa completamente omosessuale e 10 significa completamente eterosessuale, io mi posiziono al numero 7”.

L’autore è Dave Eggers, un uomo per cui ho una stima sconfinata. Un po’ come per il D’angelo di Voodoo, quello del video di How Does It Feel. Già, il video che guardavo la notte, su Brand:New, di nascosto, perché avevo paura che mia mamma potesse pensare che in quella scala da 1 a 10 mi potessi posizionare al numero 1, dato che per 4 minuti di video, si vedono gli addominali di D’angelo.

Ma in verità, la cosa che tuttora mi imbarazza, è la qualità di quel pezzo senza tempo, quella voce soul senza limiti, quella sensualità che solo un’artista meraviglioso riesce ad esprimere. Qualcosa che contestualizzata, raggiunge vette che solo Sam Cooke aveva raggiunto.

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Jessie Ware – Tough Love

Eccoci qua, circa due anni dopo l’inizio del nostro blog, mi ritrovo fra le mani il nuovo disco dell’artista con cui abbiamo iniziato. É strano, a pensarci bene, che l’oggetto delle mie recensioni sia Jessie Ware: un’artista che mi piace parecchio ma al tempo stesso un’artista che, se proprio vogliamo eesere sinceri, non si addice pienamente al target TRISTE©.

TristeRoma sará piú d’accordo di me su quello che ho appena detto. I don’t know what I’m saying (cit. – se non capite la citazione, andate a guardarvi Arrested Development, la serie TV piú bella di tutti i tempi).

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