H. Hawkline – I Romanticize

Sara Timpanaro per TRISTE©

Molto spesso capita che la notte prima di addormentarmi faccia dei discorsi tra me e me, e puntualmente non ho la forza, anzi la voglia, di alzarmi dal letto per prendere la penna e annotarli. Maledetta pigrizia, maledette ore piccole.

Anche per questa review avevo pensato ad un discorso, che sembrava pure parecchio brillante, sulle parole e l’amore, e su che fine fanno quelle parole che diciamo quando siamo innamorati. Poi ho pensato alla sublimazione e all’arte: salvaguardare proprio quelle parole che crediamo di perdere dopo la fine di una storia. Mal di testa?

Vi capisco.

Continua a leggere

The Drums – Abysmal Thoughts

Francesco Giordani per TRISTE©

Ricordo con estrema esattezza la prima volta che vidi i Drums esibirsi sopra le assi di un palcoscenico. Lo ricordo senza fatica anche perché ero a Barcellona, al mio primo Primavera Sound, in dolcissima compagnia.

Il luminoso ep Summertime! (col senno di poi probabile vertice creativo della band, a tutt’oggi insuperato) era già uscito da più di sei mesi, mentre l’album omonimo d’esordio sarebbe arrivato nelle mie mani giusto nel luglio di quello stesso anno, il 2010, a raccogliere gli onori di un trionfo annunciato.

Ma non scordo (né potrò mai scordare) il concerto barcellonese dei Drums soprattutto perché quello che vidi allora andò ben oltre le mie (pur altissime) speranze: i quattro newyorchesi operarono davanti ai miei occhi un piccolo miracolo, una cerimonia propiziatoria, a mezza via fra la ginnastica e il sogno, scandita da evoluzioni piroettanti nell’aria, frangette vertiginose, corpi senza peso, e, sopra ogni cosa, canzoni fragilissime e antiche, pulsanti di una vita giovane, scandalosamente pura.

L’indie pop, qualunque cosa fosse, mi si era appena rivelato, nel gesticolare invasato di quei quattro, giovanissimi, sciamani.

Continua a leggere

Cigarettes After Sex – s/t

Peppe Trotta per TRISTE©

Esiste una canzone per ogni innamoramento.

Tutte le (numerose) delusioni e le (poche) felici conquiste degli anni giovanili sono contrassegnate da una specifica e speciale colonna sonora, materiale con il quale si potrebbe realizzare una serie di raccolte rigorosamente su cassetta, secondo la diffusa tradizione di quei tempi fortunatamente non troppo distanti.

Continua a leggere

NOS Primavera Sound 2017

NOS PRIMAVERA SOUND 2017
_ © Hugo Lima | http://www.hugolima.com | http://www.fb.me/hugolimaphotography

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

La prima volta che andai a Porto, qualche anno fa, mi innamorai in 5 minuti: la città più bella che abbia mai visitato. Mi risulta abbastanza difficile spiegare, dato che non si limita a fatti o nozioni definite, chiare classiche. Non si spiega facilmente a parole.

Una città fatta di saliscendi, stradine palazzi decaduti, azulejos colorati, sole, acqua e generosità. Il Portogallo è una nazione magnifica. Trasuda storia, amore, tristezza. Mi ricorda l’italia di 40 anni fa – che non ho mai vissuto – perchè mi fa sognare.

Un paese che dona sempre l’amore che riceve e non riesco a non adorarlo continuamente.

Continua a leggere

Sparklehorse – Vivadixiesubmarinetransmissionplot

19368953_10155369387898164_1840659395_o

Francesco Amoroso per TRISTE©

A Horse, A Horse/My Kingdom For A Horse“. Mi bastarono queste poche parole (ispirate al “Riccardo III” di Shakespeare), cantate da una voce filtrata su sparse note di chitarra, perché, poco più di venti anni fa, rimanessi avvinto, per sempre, dalla musica di Mark Linkous.
Avevo appena finito la leva obbligatoria, un anno di vuoto totale, scandito solo da tante letture, qualche sopradica e fugace amicizia e gli auricolari che immettevano continuamente musica nella mia testa. Avevo assolutamente bisogno di ascoltare qualcosa di nuovo e avevo letto davvero bene dell’esordio degli Sparklehorse. Così, prima di partire per le vacanze non potei fare a meno di recarmi nel solito negozio romano per acquistare “Vivadixiesubmarinetransmissionplot”, il “loro” album d’esordio.
E già nel breve viaggio che mi portava finalmente in vacanza, lontano dalle divise, dalla caserma, dalla branda con coperta e materasso degli anni 50 (e probabilmente lavati l’ultima volta poco dopo il loro confezionamento) mi innamorai di quella voce timida e gentile, dimessa eppure così piena di empatia.
Continua a leggere