Nadia Reid @Casa Independente – Lisboa, 22/09/2017

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Una delle cose belle del mio lavoro è il fatto che spesso mi porta in giro per il mondo.

A volte anche molto lontano, altre volte più vicino. Il Portogallo non è solo vicino come distanze. Lo è anche come cultura, cibo e bevande.

E per me che sono cresciuto a mezzo km dalla Liguria, lo è un po’ anche per l’accento.

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NOS Primavera Sound 2017

NOS PRIMAVERA SOUND 2017
_ © Hugo Lima | http://www.hugolima.com | http://www.fb.me/hugolimaphotography

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

La prima volta che andai a Porto, qualche anno fa, mi innamorai in 5 minuti: la città più bella che abbia mai visitato. Mi risulta abbastanza difficile spiegare, dato che non si limita a fatti o nozioni definite, chiare classiche. Non si spiega facilmente a parole.

Una città fatta di saliscendi, stradine palazzi decaduti, azulejos colorati, sole, acqua e generosità. Il Portogallo è una nazione magnifica. Trasuda storia, amore, tristezza. Mi ricorda l’italia di 40 anni fa – che non ho mai vissuto – perchè mi fa sognare.

Un paese che dona sempre l’amore che riceve e non riesco a non adorarlo continuamente.

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First Breath After Coma – Drifter

Sin da quando ero piccolo ho viaggiato molto. Sono stato in tanti posti lontani e vicini. Molte di queste località sono abbastanza assurde, e le ho visitate spesso per il semplice gusto di vedere un posto nuovo, per aggiungere un tassello (seppur piccolo) a quello che conoscevo.

Perchè, per citare i due neuroscienziati Ethan Bromberg-Martin e Okihide Hikosaka, “All things being equal, it is better to seek knowledge than to seek ignorance” (reference qui).

Sono stato in tanti posti, è vero, ma non sono mai stato in un paese relativamente vicino che, a detta di tutti, merita davvero di essere visitato: il Portogallo. Forse è arrivato il momento di andare, non fosse altro che per tutte le volte che vi abbiamo raccontato della musica proveniente da questa terra.

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Surma

Ogni prima Domenica del mese musei e altre aree di interesse culturale statali sono aperti gratuitamente al pubblico. Tutto molto bello.

A Roma, però, questo si concretizza, fondamentalmente, in due modi: stare ore in fila ad aspettare (tendenzialmente sotto un sole mortale) oppure camminare incessantemente come nomadi da una parte all’altra della città in cerca di vari musei totalmente sconosciuti a cui pensi che nessuno sarà andato vista l’abbondanza di meraviglie nella capitale italiana.

E poi li trovi quei musei. Ed effettivamente non c’è nessuno. Perchè sono chiusi da due anni.

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Few Fingers – Burning Hands

A volte le cose che ci sono più vicine sono quelle che conosciamo meno. Così molta gente è stata in Egitto, a Parigi, negli States, in Giappone, etc., ma non è mai andata alle 5 terre o a Norcia (sì, Norcia).

Io, dal canto mio, sono stato in un sacco di posti più o meno strani nel mondo ma, mea culpa, ancora non ho trovato il tempo per fare un salto in un paese reletavimente vicino: il Portogallo.

Fortunatamente c’è la musica, che avvicina i luoghi e spesso è causa principale dei miei viaggi.

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Oliver Wilde – Red Tide Opal In The Loose End Womb

Non nego che ho speso almeno 2 minuti a rileggere il titolo dell’album per riuscire a correggere eventuali errori. Mi piace dire la verità, anche a costo di pagarne le conseguenze. Ah-Ah.

Ad esempio, vi è mai capitato di trovarvi in una sorta di deja-vù dilatato nel tempo tipo l’esperienza di trovarsi km lontano da casa, in un posto dove non conoscete nessuno, ed in cui non siete mai stati prima, ma al tempo stesso sentire quella strana sensazione di sentirsi a casa? Se siete nati vicino al mare, non ho bisogno di spiegarvelo, basta il rumore delle onde, l’odore di salmastro, qualche raggio di sole.

A me è appena successo in Portogallo, un paese che negli ultimi mesi mi ha fatto innamorare senza filtri: dalla musica, alle pastel de nata, dalla Livraria Lello alle camminate nella Ribeira.

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Les Crazy Coconuts

Io non sono mai stato a Leira. Leira è in Portogallo. E oltre ad evere un bellissimo castello (almeno così pare dalle foto) sembrerebbe anche avere una attivissima scena musicale. Se ricordate vi abbiamo già parlato della Omnichord Records, dei First Breath After Coma e dei Bussola: insomma, forse un viaggetto in questa città non sarebbe una brutta idea…

Oggi vi parliamo di un’altra band Leiriense (si dice così?) estremamente curiosa: Les Crazy Coconuts. Su TRISTE©.

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