The Good The Bad and The Queen – Merrie Land

merrie land

Francesco Giordani per TRISTE©

Gennaio, si sa, è quel momento dell’anno in cui l’ascoltatore compulsivo si vota al diligente recupero di quanto nell’anno precedente gli è per i casi della vita sfuggito ma che per fortuna resta annotato nella sua proverbiale agendina.

Chi vi scrive non fa eccezione e, tra i tantissimi (troppi!) dischi che in questi giorni ho recuperato, raccomando senz’altro Merrie Land dei The Good The Bad and The Queen.

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Francesco Amoroso racconta il (suo) 2018 – Parte II

peanuts4

Francesco Amoroso per TRISTE©

Parte I

Indie, Rock, Folk Rock, Wave(?): Epic45 – Through Borken Summer [Wayside & Woodland]
Nella categoria più eterogenea in assoluto (che, tutto sommato, comprende tutto quello che non mi sembrava rientrare nelle altre categorie) ho inserito anche il magnifico ritorno degli Epic45 (per quanto qualcuno potrebbe obiettare che si tratti di post-rock…) che dopo una pausa (troppo) lunga, ben sette anni, tornano con un lavoro atmosferico e intriso delle visioni ispirate al paesaggio campestre della campagna inglese. Rob Glover e Ben Holton (il quale con il progetto My Autumn Empire ha sfornato un lavoro, Oh, Leaking Universe [Wayside and Woodland] con canzoni di una bellezza struggente) questa volta, per il loro viaggio tra memoria e contemporaneità, scelgono sonorità più eterogenee del solito che si muovono tra la loro classica dimensione onirica e soffusa, momenti insolitamente ritmati e pulsanti e elettronica calda e sincopata. “Sognare senza dover chiudere gli occhi” per citare il nostro ottimo Peppe (cui va un fortissimo abbraccio). Continua a leggere →

Francesco Amoroso racconta il (suo) 2018 – Parte I

charlie brown
Francesco Amoroso
per TRISTE©

L’introduzione alle mie “classifiche” di fine anno potrebbe, sostanzialmente, essere identica a quella scritta nel 2017: durante le vacanze natalizie da quando ero ragazzino mi sono sempre divertito a stilare una classifica e riepilogare, per me stesso, l’anno appena trascorso in musica, ma da molto tempo a questa parte non solo i miei ascolti si limitano a ciò che mi piace e che seguo (e, quest’anno, vista la chiusura de L’Attimo Fuggente, ho ulteriormente ristretto la mia ricerca musicale), ma le classifiche hanno perso sempre di più il loro senso e ormai non vengono più stilate per mostrare tanto lo stato di salute della musica quanto la capacità del redattore di scovare artisti di nicchia e spaziare tra più generi.

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Primitive Lips

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Crediamo di intenderci;
non ci intendiamo mai.
(Pirandello)

Abbiamo tutti dentro un mondo di cose, ciascuno il suo.

Nelle mie parole c’è il senso e il valore delle cose come sono nel mio mondo, inevitabilmente diverso da chi le ascolta o le legge con il senso e il valore delle cose che sono nel suo mondo. È un mistero che non si scioglie mai se non con la voglia di trovare una prossimità, se non di senso, almeno di intenti.

E se questa voglia non c’è o non è condivisa? Basta alzare un po’ il volume della musica, chiudere tutto e cercare un momento di pausa. Una bolla sicura in cui rifugiarsi un attimo e fare ordine.

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