The Weather Station – What Am I Going To Do With Everything I Know

Peppe Trotta per TRISTE©

Esistono cose a cui non si può sfuggire.

Le sfiori, a volte le dimentichi o semplicemente non gli dai la giusta importanza. Quando meno te l’aspetti ricompaiono seguendo strade differenti e ti ritrovi conquistato senza riuscire a spiegarti perché te le fossi fatte sfuggire. Mi succede ritornando in un luogo, rivedendo un film e mi succede con i dischi.

Con What Am I Going To Do Whit Everything I Know di The Weather Station, per esempio.

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Benjamin Greer – Callous

Marica Notte per TRISTE©

Non so a voi, ma a me piace tanto guardare fuori dalla finestra quando ancora non è troppo tardi e vedere che è già buio. E pensare che la sera in realtà durerà poco perché tutto sembra vivere già nella notte più profonda. Una volta che la luce va via pensiamo che il giorno sia finito. Ma in realtà è appena iniziata la parte migliore di esso.

A volte è davvero difficile trovare le giuste parole per descrivere quello che si sente, soprattutto se si ha l’intenzione di non tradire le proprie sensazioni.

Ma si sa che le parole a volte non bastano, anche se molto utili. Per questo provo a dirvi due cosette su Benjamin Greer, giovanissimo ragazzo americano (Boston, MA), che con la sua voce e le sue incantevoli melodie mette a dura prova la mia capacità lessicale.

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The Very Most – Things Too Obvious To Sing

The Very Most li scoprii grazie alla loro cover di It’s Not Unusual, quella di Tom Jones resa famosa da Carlton Banks. Non so nemmeno per quale motivo riuscii a trovarla. Probabilmente feci quello che l’altro giorno ho fatto per Cupid di Sam Cooke. Pezzo da brividi, Cupid.

Uno di questi giorni scriverò una lettera a qualcuno. Mi ricorderò di farlo, un po’ come, alla fine, mi sono ricordato di parlarvi di loro, The Very Most.

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Flower Face – Funeral Kid EP

Del nostro amore per il Canada vi abbiamo parlato un sacco di volte. In tutte le salse. Musicali, culturali, ambientali. Così tante volte che quasi ci siamo stufati anche noi di ripetervelo. Quasi.

Questo per dire che anche per questa nuova recensione torniamo in Canada. E questa volta il verbo “tornare” ha un ulteriore significato. Se ci seguite, il nome di Flower Face non vi sarà nuovo: a distanza di qualche mese, vi parliamo nuovamente di questa giovanissima cantautrice dell’Ontario, che avevamo scoperto qualche tempo fa.

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Future Loves Past – Hold On Tight EP

Poche cose riescono a raggiungere l’intensità di un Venerdì sera inglese. Ci si mette all’incirca due settimane per rendersene conto. Voglio dire, dopo due settimane che ci si è trasferiti qui, si capisce che non si riuscirà mai a migliorarne l’esito.

Tutto inizia verso le 5 di sera, quando vedi i tuoi colleghi di lavoro smettere di lavorare. Ci si fionda al pub, nemmeno l’ombra di uno spuntino veloce, prima pinta di birra che va giù in meno di un minuto, la seconda pronta ad essere sorseggiata. Gente che paga i giri da 6-7 birre ciascuno. Gente che ti guarda come fossi un marziano quando si accorge che le tue pinte durano tipo 15 minuti. Finisce quasi sempre in qualche posto che serve junk food, ma per fortuna a Londra, ci sono tante possibilità. Finisce sempre che ci si ricorda poco, ma finisce sempre con dei bei ricordi.

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