Daniele Luppi & Parquet Courts – MILANO

Siamo nel periodo dell’anno più prevedibile: siamo tutti indaffarati a chiudere questi dodici mesi con acquisti, prenotazioni per capodanno e a sperare di mettere tutto a posto per poterci godere qualche giorno di relax in famiglia.

Credo di avere la fortuna di poter vivere più intensamente il Natale da qualche anno a questa parte, dato che vivo all’estero da dieci anni ormai e da 15 non vivo più nella casa di mamma e papà (Spoiler: non sono poi cosi vecchio, ho solo cercato l’indipendenza appena ho potuto. Nota di Vieri: te piacerebbe…). Continua a leggere

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Girlpool – Powerplant

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Chissà se mai Wayne Coyne si ricorderà della serata in cui mi salvò la vita.

A Milano all’Alcatraz, uno dei concerti più belli che abbia mai visto: un elogio alla follia ed alla felicità, a concentrarsi a fondo sul non prendersi seriamente, ad aprire le braccia alla vita, alla follia, alla spontaneità senza limiti. A riconoscere l’amore: Do You Realize? Continua a leggere

Hinds – Leave Me Alone

Già di per sé, uno che mi dice Leave me alone me la fa prendere bene. Sarà che sono il più socievole dei solitari, o il più solitario degli estroversi, ma mi capita a volte di dirlo. O forse sono solo circondato da persone invadenti. Ah Ah.

Indipendentemente dal vostro punto di vista, ci sono casi in cui vale la pena mettersi in disparte, prendere il tempo di riflettere, di prendere la rincorsa. In un’epoca soffocata dalla velocità a tutti i costi, sembra quasi un atto rivoluzionario ascoltare un disco, leggere un libro, godersi un bicchiere di Braulio.

Lo so che quelli della mia generazione bevono il Montenegro, ma non è questo il punto né il momento… Leave me alone!

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CHVRCHES – Every Open Eye

L’altro giorno stavo mangiando un po’ di focaccia e mi stavo per emozionare. Io che vivo nel paese dell’alta cucina e che sono cresciuto col mito di Gualtiero Marchesi e del cambiamento radicale che diede alla cucina italiana, un approccio storicamente diverso rispetto ai suoi predecessori. Io che mi emoziono col più antico dei sapori.

Sarà che mi piace dilungarmi nel parlare di sapore e, perchè no, ritrovare il sapore particolare di una di quelle band di cui parlammo agli inizi e che abbiamo seguito sempre con piacere lungo questo nostro (loro?) processo di evoluzione.

Si chiama Every Open Eye, e rappresenta ancora una volta, la loro visione genuina ed autentica del synth-pop. Una risposta che non arriva a chi si domandava in quale direzione avrebbe potuto dirigersi il loro sound: virare verso suoni più maturi e profondi, oppure rinfrescare il loro sound.

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Flower Face – Funeral Kid EP

Del nostro amore per il Canada vi abbiamo parlato un sacco di volte. In tutte le salse. Musicali, culturali, ambientali. Così tante volte che quasi ci siamo stufati anche noi di ripetervelo. Quasi.

Questo per dire che anche per questa nuova recensione torniamo in Canada. E questa volta il verbo “tornare” ha un ulteriore significato. Se ci seguite, il nome di Flower Face non vi sarà nuovo: a distanza di qualche mese, vi parliamo nuovamente di questa giovanissima cantautrice dell’Ontario, che avevamo scoperto qualche tempo fa.

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