Poco tempo fa Jonathan Wilson si è esibito in uno show inedito in quel del Teatro Quirinetta a Roma: voce, chitarra acustica e quartetto d’archi.
Uno show che andato dritto al punto focale: le canzoni. Continua a leggere
Poco tempo fa Jonathan Wilson si è esibito in uno show inedito in quel del Teatro Quirinetta a Roma: voce, chitarra acustica e quartetto d’archi.
Uno show che andato dritto al punto focale: le canzoni. Continua a leggere
Francesco Giordani per TRISTE©
If it’s me and yer granny on bongos, it’s the Fall.
Mark E. Smith
Un gruppo come i Cabbage, vuoi o non vuoi, mi fa tornare alla mente Mark E. Smith, l’indimenticabile volto, anima e voce dei Fall che proprio lo scorso Gennaio, e del tutto a sorpresa, ci ha prematuramente lasciati.
La provenienza di questo giovane quintetto, originario di un sobborgo di Manchester, non mente, così come non può mentire il suo spiccatissimo gusto per allucinati baccanali noise-punk e irriferibili quanto argute invettive con bava alcolica alla bocca.
A Mark E. Smith questi Cabbage, con ogni probabilità, non sarebbero dispiaciuti affatto.
Tutte queste feste, i pranzi, i ponti, le bevute, i parchi, le birre e i cicchetti…ne esco sempre un po’ provata, mai veramente riposata.
Quindi questa volta mi dico “PIUTTOSTO LAVORO”, e così è.
E mentre Roma si svuota (ma apparentemente solo dei miei amici perché i locali sono pieni di persone festanti) mi sento un po’ persa. Forse è il caldo improvviso o il principio di ustione sulle spalle, ma un senso di malinconia si insinua leggero. Il caldo arriva veloce e l’euforia che si porta appresso bisogna saperla gestire.
Nel dubbio se tuffarmi o meno nell’ennesima adolescenza estiva, il primo disco degli Holy Now mi viene in aiuto.
Oggi a Catania è una giornata eccessivamente ventosa ma, nonostante questo, il sole sembra ormai scaldare come fossimo in piena estate.
Gli occhiali da sole sono stati rispolverati e il cambio di stagione è ormai stato fatto diverse settimane fa. Le mie allergie sono sempre più prepotenti, e tra starnuti e fedeli antistaminici, dopo quasi quattro mesi di silenzio ritorno a raccontarvi delle nostre imperdibili nuove scoperte firmate TRISTE©.
Tra i tanti cambiamenti che l’anno 2000 ha portato con sé c’è stata anche la possibilità, per quasi tutti, di scaricare musica da internet gratuitamente (più o meno legalmente).
Certo avere un brano di cinque minuti con un modem a 56K, richiedeva almeno un paio di ore e stare collegati alla rete per ore era molto costoso e teneva la linea telefonica occupata, ma la passione per la musica spingeva anche a queste follie.
Passavo pomeriggi a scaricare, dal computer del mio posto di lavoro (che, ci tengo a sottolinearlo, pagavo di tasca mia), brani di artisti che non conoscevo, per poter fare, poi, acquisti più ponderati.
Non ricordo come mi imbattei in Songs: Ohia (il nome del progetto derivava in parte da “Ōhi’a lehua”, un tipo di fiore hawaiano), ma l’attrazione fu immediatamente fatale, tanto che avrò perso un mese (e speso un capitale) per scaricare suoi brani in maniera casuale da Napster.