Twin Oaks – Living Rooms

Giulia Belluso per TRISTE©

E’ Venerdì sera. Ho un appuntamento con la cara Sara Timpanaro. Mi preparo.

Accendo la luce della stanza, chiudo la porta e mi rifletto nuda allo specchio. Ho appena digitato play sulla mia fedele playlist. Mi guardo allo specchio e mi analizzo.

Passerò le solite 7 o 8 canzoni che non ho più voglia di ascoltare ma che non elimino, apro l’armadio e mentre abbozzo una coreografia (pazzesca) scelgo cosa mettere. La playlist continua a scorrere e dalle note surreali degli AIR, si sposta a un ritmo decisamente gloomy.

Le mie piroette, i saltelli “aggraziati” e la mia straordinaria presenza scenica da vera professionista circense, si trasformeranno in un fermo immagine nostalgico di ricordi passati e in fantasiosi pensieri romantici su di lui.

Saranno i Twin Oaks a farmi vivere tutto questo?

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da Black Jezus – They Can’t Cage the Light

Albert Brändli per TRISTE©

Mai rinnegare le proprie origini.

Ma quali sono realmente? Da dove veniamo? Questa non è una puntata di Voyager ed io non sono Giacobbo. La verità è che siamo tutti un po FUSION. Tutto lo è. Il cibo, le arti, le razze.

La buona notizia è che tutto ciò ha fatto si che potessimo mangiare un piatto al profumo di curry, godere di opere d’arte meravigliosamente imbastardite, e ascoltare un bianco di nome Elvis che suona la musica dei neri.

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Sin Fang, Sóley & Örvar Smárason – Team Dreams

Peppe Trotta per TRISTE©

Un paesaggio in un preciso istante e diversi sguardi ad osservarlo.

Ho sempre trovato affascinante poter rilevare la peculiarità delle singole percezioni mettendo a confronto risultati scaturenti da una medesima origine. Sarà perché ciò mi ricorda che a dispetto di un continuo processo di appiattimento culturale, che ci vorrebbe tutti orientati su una comune scia priva di senso critico, ogni individuo rimane comunque un essere unico e insostituibile.

E anche perché solo dalla consapevolezza di questa unicità può nascere una collaborazione feconda.

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Shame – Songs of Praise

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

C’è una sorta di fiume sotterraneo nella cultura londinese, non sono certo io a scoprirlo, ma solo a renderne omaggio.

Penso subito a Bess, la mia ex coinquilina, stava con Johnny – fan dell’Everton e chef a Wagamama. Un ragazzo semplice e dalla faccia d’angelo, al contrario di Bess che con quelle guance paffute e l’accento di Sloane Square, faceva pensare che la sapesse lunga. Continua a leggere

Ghost Music – I Was Hoping You Pass By Here

Francesco Amoroso per TRISTE©

Quante sono le cose che ci lasciamo indietro? Che dimentichiamo? Che non portiamo a compimento?

Nell’arco della nostra vita quanti sono i progetti che intraprendiamo con entusiasmo e che, poi, per mancanza di interesse o di tempo, per motivi contingenti o specifici, non saranno mai conclusi?

Personalmente ne potrei elencare decine, centinaia, forse.

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