Washed Out – Paracosm – 2013

Il nuovo lavoro dei Washed Out, è un album delicato. Ah, questo aggettivo mi fa subito pensare a tutte le volte in cui, usandolo per definire il gusto di una pietanza, venivo subito schernito da mio fratello e definito “Il Delicato”. Ahahah.

Anyway, Paracosm l’album che a distanza di due anni riprende le linee del piacevole debutto Within Without vede Ernest Greene, la mente dietro al progetto WO, alle prese con la creazione di un mondo immaginario, ipse dixit.

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London Grammar – Metal and Dust – EP – 2013

C’è chi li paragona agli XX forse per il riff di chitarra di Darling Are You Gonna Leave Me, chi invece li paragona a Florence and The Machine, beh, perchè la voce di Hannah Reid è  veramente simile a quella di Florence Welch.

Certamente vi ricordate i primi Editors o Muse, band che riuscirono a catturare l’attenzione grazie al timbro vocale dei cantanti rispettivamente simili ad Eddie Vedder e Thom Yorke. Ed anche in questo caso, la storia si ripete.

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Jon Hopkins – Immunity – 2013

Io non conoscevo Jon Hopkins prima di oggi. Un po’ ho provato vergogna per la mia disastrosa ignoranza, un po’ ho pensato che alla fine, l’elettronica non è il mio campo. Mi era già successa una cosa del genere qualche anno fa (precisamente nel 2006), quando mi finì tra le mani il disco di James Holden, The Idiots Are Winning. Lump era subito diventata la suoneria del mio telefono, a ricordarmi ogni tanto di come sia possibile avere feeling psichedelici anche senza fare uso di sostanze sintetiche.

Ecco, per me negli ultimi 7 anni l’elettronica (a parte James Blake) non era riuscita a trasmettere le stesse sensazioni del disco di JH (che fra l’altro sta per dare alla luce un nuovo LP), tanto che alla fine, pensavo davvero che gli idioti avessero vinto.

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Wild Belle – Isles – 2013

Natalie Bergman ed il fratello Elliot sono le menti che si nascondono dietro al progetto Wild Belle: un duo che, a parte portare un cognome pesante (sebbene non ci siano legami di parentela col grandissimo Ingmar), mescola elettronica a dinamiche reggae sfruttando un cantato che sembra uscire da una donna dalla pelle scura.

Natalie Bergman infatti, oltre ad essere una piacevole notizia per gli occhi, ha un timbro che si presta perfettamente ad un mix r’n’b/soul/motown (chiudete gli occhi, mettete su Twisted e ditemi che non è vero – se non state usando un cd player, potete tenere gli occhi aperti più a lungo eheh) che quindi riesce a donare originalità al suono di famiglia.

wild belle

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