Big Thief – U.F.O.F.

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Nella sua più recente recensione su queste pagine, Francesco Amoroso ci racconta di come ormai tutto corra velocemente: di come il passato più prossimo diventi vecchio in poche ore e di come l’unica cosa che conta sia il “Qui ed Ora”.

Credo la situazione sia ancora peggiore. Se l’Hic et Nunc di Orazio (o il Da-sein di Heidegger) sollecitavano infatti a prendere consapevolezza del momento in cui stiamo vivendo (e delle proprie azioni) senza essere intrappolati nel passato o nel futuro, quello che invece subiamo oggi è una continua estraneazione dal luogo in cui siamo, il Qui, grazie alla tecnologia, e da quello che stiamo facendo, l’Ora, grazie ad una continua proiezione ansiogena verso il Dopo.

Ed anche in ambito musicale, per recuperare il discorso di Francesco, la tendenza è quella di rincorrere l’hype (una aspettativa per quello che ancora deve arrivare), mentre nel momento in cui un disco esce, già pensiamo di non avere più tempo da dedicargli.

Tutto questo a discapito della qualità dei nostri ascolti (e delle nostre vite).

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TRISTE© #Roma – Top 10 2018

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Non sono mai stato bravo a godermi i momenti belli della vita.

Sempre proiettato in avanti (o meglio, sempre proiettato verso i problemi che arriveranno), non ho una grande capacità di vivere appieno il “qui ed ora”.

Solo quel mare e quelle rocce ormai lontane (ma a cui sempre ritorno), mi placano.

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Adrianne Lenker – abysskyss

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

È arrivato l’autunno. È arrivata la pioggia.

In verità mi è anche tornata la voglia di uscire e fare cose. Forse proprio perchè la stagione è ripresa a pieno regime. Ma anche perchè è ora di scuotersi di dosso un po’ di torpore accumulato.

Al tempo stesso, però, le giornate uggiose chiamano melodie più introspettive e rilassanti. E se anche voi sentite questo bisogno, abbiamo quello che fa per voi.

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Big Thief – Capacity

Giacomo Mazzilli per TRISTE©

Non avrei mai creduto di ritrovarmi a parlare di Evelyn, il mio amore delle medie.

Ci separava un anno, era più grande di me, e a quell’età un anno sembra un secolo. Vi lascio il semplicissimo compito di capire come andò a finire. Era molto bella, chissà se lo è ancora. Continua a leggere