William Tyler – Goes West

Agnese Sbaffi per TRISTE©

“Gennaio è stato un anno lunghissimo” (devo averlo letto qualche giorno fa in giro su facebook) e io l’ho passato per metà a letto influenzata.

Dai traballanti e ariosi infissi in legno dell’appartamento in cui vivo si sente forte il fruscio degli alberi scossi dal vento. O così ascolto immaginando il mondo fuori, confondendo il rumore delle ruote delle automobili che passano sulle pozzanghere.

Una volta, a casa di un’amica che affaccia sul deposito Atac di Piazzale Prenestino, scambiai il rumore di una leggera pioggia estiva mista al traffico di treni e macchine, col gorgoglìo di ruscelli, fontane e cinguettii di uccelli di un tipico giardino tropicale del Sud America.
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Steve Gunn – The Unseen in Between


Alberta Aureli per TRISTE©

I don’t like to put myself on this pedestal or anything like that.

C’è una foto piccola di Lansdowne, Pennsylvania dove Steve Gunn è nato.

Al centro della foto un fiumiciattolo circondato da Salici e Pioppi, fronde gialle colorate d’autunno. In fondo, a sinistra, il greto e i tralicci bassi.

Puoi immaginare a piacere la strada vicina e un ragazzo in bicicletta, stivali di gomma alta, un pub mezzo vuoto o un racconto di Carver intero.

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Tallies – Tallies

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Francesco Amoroso per TRISTE©

Non prendetevela con me. Non sono uno scrittore di talento. Anzi nemmeno uno scrittore. Sono, quindi, molto spesso costretto a prendere a prestito da altri le parole che mi mancano per spiegare ciò che penso e provo.
Lo so. Ho più volte abusato della storia della Madeleine di Proust. L’ho fatto anche qui, tempo fa. L’avevo premesso, dovrete essere indulgenti e perdonarmi. Continua a leggere

Sharon Van Etten – Remind Me Tomorrow

Emanuele Chiti per TRISTE©

Cinque anni in questi tempi frenetici sono tanti, forse troppi.

Ma tanti ne sono passati dall’ultimo disco di Sharon Van Etten, Are We There.
E se prima per l’appunto “eravamo lì”, nei territori new folk al femminile americani, ora dove siamo?

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Pi Ja Ma – Nice To Meet U

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Ad Avignone c’è un ponte.

La leggenda dice che il pastore Bénézet all’età di 12 anni ricevette l’ordine divino di costruirlo e per convincere il re, che non voleva dargli il permesso, spostò un enorme masso.

Oltre che per il ponte la città francese è nota per la “cattività avignonese”, il periodo in cui la sede papale fu trasferita in Francia (dal 1309 al 1377) a seguito dei fatti culminati con il celeberrimo schiaffo di Anagni.

Io Avignone la ricordo soprattutto per il caldo patito un Agosto di qualche anno fa.
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