Deers

Parto con una premessa non particolarmente “friendly” (soprattutto considerando la provenienza della band di cui parliamo oggi): io non ho una grande simpatia per gli spagnoli. Niente questioni strane di odio tra nazioni, tra popoli o altro. Semplicemente per i miei gusti sono sempre troppo allegri: “fiesta”, “bottilon” ed estrema rilassatezza sono per me motivo di profondo odio (ovviamente prendete la parola odio con la dovuta ironia. Please).

Ora però ammetto che questo mio giudizio è simile a chi dice italiani “pizza” “mafia” “mandolino”, e oltretutto è dettato da una mia conoscenza solo parziale della Spagna e dei suoi abitanti. Quindi chiedo scusa. Profondamente. Che ci volete fare, sono TRISTE©, anche senza ©.

Però, per esempio, a Madrid io non sono mai stato e mi dicono tutti che forse lì apprezzerei di più la gente. Sicuramente apprezzo in modo incondizionato queste ragazze spagnole (madrilene) che sotto il nome di Deers si sono presentate come una delle più interessanti novità di questo 2014.

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Califone @Unplugged in Monti @Black Market – Roma, 24/11/2014

Ci sono artisti che più di altri ti entrano dentro. Ma se a volte ci sono dei motivi (un ricordo, un momento o un periodo della tua vita) per questo stretto legame, altre volte non sapresti dire il perchè di tanta passione.

Io non lo so di preciso perchè da molto tempo le note (e soprattutto le parole) di Tim Rutili mi causino i brividi. Forse è semplicemente il fatto di trovarsi di fronte ad un grande artista. E trovarlo di nuovo a Roma, questa volta per Unplugged in Monti, è una immensa gioia.

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Chet Faker @The Coronet – London – 20/11/2014

Da quando ho ripreso a giocare a basket ho meno paura di Elephant & Castle. Basta aggirarsi per Camberwell Road la sera, verso le dieci, per capire di cosa sto parlando. E&C sembra in confronto un teatrino di periferia. Tipo quello che rappresentava il The Coronet quando Charles Chaplin iniziò a svelare al mondo le proprie doti.

Ci sono già passato da queste parti, fra queste righe. Il motivo si chiamava Brittany Howard. Un motivo fantastico, Gospel Song cantata dal vivo, una performance sublime.

Ci ritorno per Chet Faker, una data sold out da mesi che, giusto per ricordarlo – deviazione professionale, sul mercato secondario ha fatto salire il prezzo a prezzi alti. £75 a biglietto.

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Belle and Sebastian – If you’re feeling sinister

Francesco Amoroso per TRISTE©

Ogni album che abbiamo amato, di solito, è legato a un momento specifico della nostra esistenza, ne costituisce la colonna sonora. Ed è sempre emozionate poter ricordare quando abbiamo stretto tra le nostre braccia il primo grande amore, con in sottofondo (se siamo stati estremamente fortunati) gli Smiths, oppure l’esame universitario passato alla grande dopo aver studiato due mesi in compagnia di Sea Change di Beck, o quella sera che, un po’ brilli per il terzo aperitivo, abbiamo discusso fino a notte fonda dell’album con la banana dei Velvet Underground (e Nico) con i nostri migliori amici. O quel che vi pare. Questo accade di solito.

Poi ci sono alcuni album che, sarà per caso o per il loro essere così vicini al nostro sentire, riescono ad accompagnarci per anni e anni e rimanere legati a innumerevoli ricordi. Quegli album che ogni tanto sembra ci tornino in mente all’improvviso ma che, in realtà, sono sempre lì, a occupare un piccolo, recondito, spazio nella nostra mente (e, naturalmente, nel nostro capiente cuore) senza andarsene mai.

If You’re Feeling Sinister, il secondo album dei Belle and Sebastian (quello rosso) è, per me, uno di questi album.

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Bored Nothing – Some Songs

Peppe Trotta per TRISTE©

Oggi mi sono svegliato con stampato sul viso un sorriso nostalgico. Non esiste un perché. Accade e basta. Mi alzo e ho questa sensazione addosso che mi accompagna tutto il giorno. Ripenso alle cose belle del passato, sia recente che remoto (ma non troppo, non sono un dinosauro). Mi ritorna la voce di mio nonno, le discussioni infinite con gli amici, l’odore della torrefazione vicino la sede dell’università.

In giorni cosi ho solo due possibili scelte musicali: qualcosa che arrivi dagli adorati anni ’90 o qualcosa che ne serbi forte il ricordo. Oggi ho scelto Some Songs di Bored Nothing.

BoredNothing_SomeSongs

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