Why Bonnie – Nightgown

Giulia Belluso per TRISTE©

Non so voi, ma io in camicia da notte faccio le migliori dormite, le migliori pensate e anche i migliori balletti.

Dopo tutto se Superman era più abile con le mutande sopra la calzamaglia e Batman riusciva a combattere il crimine grazie ad un mantello, non vedo perché anch’io non possa avere un super potere grazie alla mia “divisa” da notte.

E’ con questa stranissima apertura che ho scelto di introdurvi i Why Bonnie da Austin, Texas

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Blue J – EP

Vieri Giuliano Santucci per TRISTE©

C’è una verità, dura da digerire, che però devo fronteggiare. Più passa il tempo e più i problemi della vita si fanno sentire, più diventa difficile struggersi nella maliconia.

Potrebbe sembrare positivo. Ma non è così.

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Red Red Eyes – Horology

Horology

Francesco Amoroso per TRISTE©

Passerò per il solito vecchio trombone, ne sono consapevole. Farò l’effetto di quel vecchio Zio che ogni volta ci racconta la stessa storia, si ripete all’infinito e vagheggia (e vaneggia) i tempi andati come un’età dell’oro oramai lontana e dimenticata.
Correrò il rischio. Del resto questa rappresentazione non è poi così lontana dalla realtà.

C’era una volta un’epoca nella quale i dischi si compravano a scatola chiusa o quasi. Anche quelli degli esordienti. Bastava leggere una recensione interessante, ascoltarne un brano eccitante e il gioco era fatto. E quando si ascoltava per la prima volta un album nuovo, il brivido della scoperta andava di pari passo con il timore di aver investito in maniera sbagliata la sudata paghetta.

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Hilary Woods – Colt

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Ferma nel traffico della tangenziale mi è tornato in mente un gioco che facevo spesso da bambina.

Con penne e matite creavo una specie di rotatoria stradale a forma di esagono allungato, disponevo disordinatamente le mie macchinine all’interno di quel recinto fino a occuparlo tutto, e il gioco era riportare l’ordine e la corretta viabilità del traffico sulla scrivania.

In pratica, inscenavo un maxi ingorgo per poi provare a risolverlo. Ero una specie di deus ex machina con la paletta ma senza patente.

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Clay Hips – Happily Ever After

Francesco Amoroso per TRISTE©

Breve lezione d’Inglese: esiste una splendida espressione nella lingua inglese che mi piacerebbe spesso utilizzare, ma che è estremamente difficile da tradurre.

Potrei usare “prova d’amore”, ma ho paura che ai più anziani ricorderebbe solo la famosa reclame di un condom. Potrei provare con “questione di cuore”, ma sembrerebbe più il titolo di qualche film o romanzo senza grandi ambizioni. Potrei accontentarmi di “gesto d’amore”, però temo che potrebbe richiamare più l’estremo sacrificio di un santo cattolico o il moto d’affetto di una nonnina per il proprio cucciolo.

L’espressione è “labour of love” e, vista la mi incapacità a trovarne un’adeguata traduzione italiana, mi limiterò ad un esempio.

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