Methyl Ethel – Everything Is Forgotten

Giulia Belluso per TRISTE©

Se una cosa è certa nella vita (no non parlo della morte) è che le cose che più ci piacciono al mondo o fanno male, o sono illegali o fanno ingrassare!

Sebbene io non sia una scienziata, so bene che alcune cose, come la nicotina, i dolci e persino l’amore riescono a riempire il nostro nucleo caudale (per intenderci la base del nostro cervello) di dopamina, che riesce così a renderci schiavi e dipendenti dalla brama di “qualsiasi” sostanza.

La droga sviluppa in noi una dipendenza e, variando a seconda delle dosi di assunzione, può agire come stimolante (se minima), come sedativo (in quantità maggiore) e come veleno tossico a tutti gli effetti, se assunta in grandi quantità.

Di certo adesso non inizierò a parlare del mio fittizio passato da tossica, tutt’al più, invece, vi dirò che la musica mi crea una vera e propria dipendenza. Soprattutto i gruppi come i Methyl Ethel che mi rendono una “tossica” bisognosa della sua dose giornaliera. Continua a leggere

Nadia Reid – Preservation

Albert Brändli per TRISTE©

La primavera tarda ad arrivare, e con essa anche la voglia di camminare per le selvagge terre del luogo in cui vivo.

Non che la pioggia o il vento siano gli unici deterrenti… è che a me piace farlo mentre fuori il sole è alto.

Di certo non è quello che avrà pensato Nadia Reid mentre girava in toure, perchè no, alla ricerca di ispirazione, l’intero globo. E sembra che l’abbia proprio trovata.

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Vagabon – Infinite Worlds

Marica Notte per TRISTE©

Quando si hanno poche cose da dire è perché si vive regolarmente senza intromissioni di contro-regole.

Quando la tua vita è uno spostamento tra tre piccoli luoghi geografici italiani le cose non cambiano molto (solo la lingua del volgo cambia). Quando si vorrebbe avere una vita a metà tra le avventure di Indiana Jones e il Diario di Bridget Jones (solo ora noto l’omonimia del cognome), ma gli ostacoli principali sono le vertigini, il non sopportare insetti mortali, il non saper gestire molti maschi nello stesso tempo, allora semplicemente (e questo non implica direttamente l’accontentarsi) prendi atto che il volere una visione romantica della vita non è direttamente proporzionale al poter averla.

E il rischio è quello di creare un cerchio in cui tutto si ripete. Il cerchio, però, è una figura geometrica perfetta.

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Blonde Redhead – 3 O’Clock

Albert Brändli per TRISTE©

Nel cervello esiste una sostanza chiamata ossitocina, un neurormone in grado di scrivere nel nostro cervello quali siano le persone, gli animali o le cose che ci rendono felici. Fin dal momento in cui veniamo alla luce. Il primo episodio in cui si scatena l’aumento di questa sostanza è uguale per tutti: la prima poppata.

Era il 2004, mi trovavo al lavoro, e tra colleghi eravamo soliti proporre qualcosa da ascoltare durante il “faticoso” mestiere di tabaccaio. Così, tra un pacchetto di sigarette, una schedina e una ricarica telefonica, ci nutrivamo di musica, non sempre gradita alla colorata clientela.

Misery Is A Butterfly, era il disco che Alfredo – alias “Il ragioniere” – appasionato lettore de “Il Mucchio”- ci propose quel giorno.

Fu così che (con un po’ di ritardo) feci la mia prima poppata di Blonde Redhead.

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Sodastream – Little By Little

sodastream_littlebylittleFiamma Giuliani per TRISTE©

Ci si può innamorare in vari modi. Per me, spesso, l’amore nasce da un colpo di fulmine: bastano un dettaglio, una parola o un gesto e mi batte forte il cuore e l’oggetto della folgorazione entra nei miei sogni e nei miei pensieri.

Non so dire cosa mi conquisti esattamente, ma so precisamente il momento in cui scatta la passione e, quasi sempre, si tratta di un sentimento duraturo che cresce con il passare del tempo.

Ero molto curiosa di ascoltare Little By Little, album autoprodotto che segna il ritorno dei Sodastream dopo dieci anni, ma non mi aspettavo di innamorarmi.

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