Pascal Pinon @ Unplugged in Monti @ Black Market (Roma) – 02/03/2013

Avevamo detto che saremmo venuti. Siamo stati di parola.

Come scritto nella recensione del loro ultimo disco, non vedevamo l’ora di poter assistere ad un live delle due gemelline islandesi che rispondo al nome di Pascal Pinon (eccovi un “hint” sull’origine del nome). Per questo ringraziamo Unplugged in Monti e il Black Market per averle portate a Roma.

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The Late Call @ Unplugged in Monti @ Black Market (Roma) – 01/03/2013

L’inverno sta passando. E con l’alzarsi delle temperature sta aumentando il numero di concerti interessanti nella Capitale. Così mi trovo a recensire la data di ieri sera con un occhio che già guarda a quella odierna delle Pascal Pinon. Sempre al Black Market, sempre per Unplugged in Monti.

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Golden Grrrls – Golden Grrrls – 2013

Non è che ho iniziato ad avere problemi di artrite e non sono così stupido da aver sbagliato il nome due volte di fila, la band del giorno si chiama proprio Golden GRRRLS con tre R. Mi piace pensare che sia un errore di battitura un po’ come quello che fece l’avo di un ex giocatore di Milan ed Inter, Pietro Guglielmin, che finì con l’avere un cognome degno di un supercalifragilistichespiralidoso.

O forse il GRRR lo si deve all’attitudine punk che mettono nelle loro canzoni e che si evince anche dalla durata delle tracce, le quali raramente sfondano il muro dei tre minuti.

Golden Grrrls

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Keaton Henson – Birthdays – 2013

Non so che tipo di compleanni abbia avuto questo timidissimo (al limite del patologico) cantautore inglese, ma è evidente che io ne ho avuti di più piacevoli. Infatti non stupisce il piglio malinconico, triste (senza ©) quasi senza speranza che sembra essere alla base della composizione delle sue canzoni. Forse non è il più adatto degli ascolti da fare in un dopo elezioni che ci lascia esterrefatti, ma soprattutto confusi, di fronte ad un futuro che potrebbe essere peggiore del passato recente. Nonostante il mood pessimista, e in questo sta la forza di Henson,  questo discendere negli inferi delle sue emozioni in realtà ci dona musiche e liriche che non affondano mai, probabilmente sostenute dalla purezza e dall’onestà che riescono a trasmettere. Ma ora devo smetterla di fare politica.

Keaton Henson - Birthdays

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Atoms For Peace – AMOK – 2013

“..amok, a syndrome first described in Malaysia that consists of homicidal frenzy preceded by a state of brooding and ending with somnolence and amnesia.” (Gaw A.C. & Bernstein, 1992. Hosp Community Psychiatry 43 (8): 789–93.)

Io con i Radiohead ci sono cresciuto (male? bene? bah…). Ed oltre alla musica, quello che sempre mi ha affascinato di questo gruppo erano dei testi molto curati e profondi, sempre mescolati ad una certa quantità di “informazioni”, di riferimenti, che andavano cercati (negli splendidi libretti così come nei libri) per meglio capire quello che è sempre sembrato (anche se non esplicitamente) un disegno più ampio non limitato alla semplice canzone. I Radiohead (a prescindere dai gusti personali) sono stati (e ancora sono) una delle band più importanti degli ultimi 20 anni, che con Ok Computer prima e Kid A poi hanno rivoluzionato il mondo musicale, per poi continuare a produrre lavori di grandissima qualità (benchè, nonostante il mio essere un fan dichiarato, devo ammettere che l’ultimo disco abbia una “scintilla” meno vivida al suo interno).

Ma qui non stiamo parlando dei Radiohead. Qui stiamo  parlando degli Atoms For Peace e del loro debut album, AMOK, simpatica sindrome psicotica che porta a “rush” di efferata violenza che scaturiscono nell’omicidio (possibilmente multiplo). Insomma una cosa tranquilla.

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