Field Day 2013 – Un Festival TRISTE©

E’ notizia di poco fa: sono usciti i primi nomi della line-up del Field Day festival 2013. Come d’abitudine, gli organizzatori ci tengono a rilasciare i nomi delle band a poco a poco, ma i nomi della prima tranche sono gia’ sufficienti a farmi aprire il portafoglio:

Animal Collective

Bat for Lashes

Django Django

Daughter

How to Dress Well

e – tanti  – altri

Insomma, un festival che e’ ormai diventato un appuntamento assolutamente da non perdere.

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Alabama Shakes @the Coronet Theatre – London – 16-11-2012

Il Coronet Theatre è una meraviglia dalla storia centenaria, un teatro dalle rifiniture art decò che ha dato inizio alla carriera di un genio del nostro secolo: Charlie Chaplin. Si narra che (Wikipedia, altrimenti non lo avrei mai saputo. Donate!), durante la Seconda Guerra mondiale, il teatro abbia dato rifugio a molte persone, per via delle sue solide fondamenta. Ci piace pensare che oggi come allora, premessa l’evidente differenza di contesto, questo posto dia rifugio a chi cerca riparo dai bombardamenti mediatici di certa musica moderna.

Immagine

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Gentleman Jesse & His Men @ Hemlock – San Francisco, 14-11-2012

Triste (una parte almeno) è a San Francisco. E San Francisco è splendida. E’ splendida anche per le sue cose più brutte. E’ un pacchetto completo, che non delude. Forse anche perchè per certi versi è tanto vicino all’europa.

L’Hemlock è una mezza bettola. Nel senso buono però: un bancone in mezzo ad una stanza. Birre. “Only Cash”. Rock’n’Roll. E una tenda, dietro la quale si apre una saletta dove si tengono i concerti.

Leaving Atlanta

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Halls – Ark – 2012

Prima di recensire questo album per la seconda volta, farò un breve refresh del fatto che io sono un’entusiasta senza speranza. Questo album targato 15 Ottobre 2012 venne recensito nello stesso giorno, ma poi causa inesperienza col salvataggio bozze + relativi problemi di connessione internet e conseguenti bestemmie sprecate sul treno (in lingua madre), non ha mai trovato la luce (verde speranza) della nostra homepage. Continua a leggere

Alt-J – An Awesome Wave – 2012

Fusion. E un cantato che ama distendersi fra le piane della lingua inglese  e le asperità ghiacciate di un’Islanda non troppo lontana. In sintesi, uno dei commenti più in voga su youtube è: “ma in che lingua cantano?”. In realtà non credo abbia niente a che fare con la loro provenienza: ragazzi del Cambridgeshire che si sono incontrati nella grigia Leeds (come se affiancare il colore grigio ad una città inglese avesse un valore..), dovrebbero non avere problemi con la lingua inglese

Anyway, stiamo parlando degli Alt-J (∆), conosciuti grazie al sempreverde Later.. with Jools Holland che affida ai quattro pochi minuti del suo tempo per farli conoscere al grande pubblico. L’effetto è interessante: una band il cui album è uscito nella primavera scorsa ed è passato semi-inosservato ai più, adesso sembra proiettare la band nel purgatorio delle potenziali star del futuro. Ne parlano in molti, e li mettono come candidati alla vittoria finale del “BBC sound of 2013” e vincitori al Mercury Prize (l’anno scorso vinsero The XX). A noi di TRISTE© piacciono molto, e giusto per loro abbiamo fatto un’eccezione, quella di recensire un album che non era fresco di release, sicuri che ne valesse la pena.

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