Alvvays + Real Estate @ Shepherd’s Bush Empire

Quando ero alle medie, mi ricordo che c’era una ragazza carina. Non era bella, ma semplicemente piaceva a tutti, al punto che riuscire a limonare con lei sarebbe stato un achievement da stamparsi in petto e mostrare con orgoglio.
Quando successe a me (di limonarla), ricordo che provai ben poco. Ero più interessato al “dopo”: dire a tutti che l’avevo fatto. Io ero innamorato di Evelyn.

Andare al concerto dei Real Estate è stato come limonare la più bella del liceo: un po’ lo fai perché apprezzi le sue qualità, ma soprattutto lo fai per dirlo agli altri. È l’opposto dell’onanismo.

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Caribou – Our Love

Quante volte vi siete resi conto dell’importanza che certe cose hanno nella vostra vita? A me é capitato oggi, dato che ho dovuto portare il mio telefono a riparare, e mi ritrovo senza il mio fedele compagno. Materialismo a parte, ci sono tante altre cose che mi fanno pensare: I can’t do without you. Ad esempio i miei amici.

Quelli con cui vado a cena fuori, a bere un aperitivo o a passeggiare sugli scogli la sera d’estate. Quelli che conosco da tanto. Quelli con cui si fuma sugli scogli e si fanno i campeggi al Lagastrello il 15 di Agosto. Quelli con cui gioco a calcio o magari a squash, fra mezz’ora.

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Future Loves Past – Hold On Tight EP

Poche cose riescono a raggiungere l’intensità di un Venerdì sera inglese. Ci si mette all’incirca due settimane per rendersene conto. Voglio dire, dopo due settimane che ci si è trasferiti qui, si capisce che non si riuscirà mai a migliorarne l’esito.

Tutto inizia verso le 5 di sera, quando vedi i tuoi colleghi di lavoro smettere di lavorare. Ci si fionda al pub, nemmeno l’ombra di uno spuntino veloce, prima pinta di birra che va giù in meno di un minuto, la seconda pronta ad essere sorseggiata. Gente che paga i giri da 6-7 birre ciascuno. Gente che ti guarda come fossi un marziano quando si accorge che le tue pinte durano tipo 15 minuti. Finisce quasi sempre in qualche posto che serve junk food, ma per fortuna a Londra, ci sono tante possibilità. Finisce sempre che ci si ricorda poco, ma finisce sempre con dei bei ricordi.

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Jessie Ware – Tough Love

Eccoci qua, circa due anni dopo l’inizio del nostro blog, mi ritrovo fra le mani il nuovo disco dell’artista con cui abbiamo iniziato. É strano, a pensarci bene, che l’oggetto delle mie recensioni sia Jessie Ware: un’artista che mi piace parecchio ma al tempo stesso un’artista che, se proprio vogliamo eesere sinceri, non si addice pienamente al target TRISTE©.

TristeRoma sará piú d’accordo di me su quello che ho appena detto. I don’t know what I’m saying (cit. – se non capite la citazione, andate a guardarvi Arrested Development, la serie TV piú bella di tutti i tempi).

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Fear Of Men + Flowers @ Concrete – London – 02/10/2014

La realtá é che il concerto dei Fear Of Men é iniziato martedí scorso quando, stupidamente, mi sono presentato alla porta del Concrete, salvo poi realizzare che era chiusa. Dovevo leggere meglio e comprendere che era Thursday la parola scritta vicino alla data del concerto, non Tuesday come credevo.

Poco male, due giorni di preavviso mi sono serviti a rispolverare il mio amore per Loom e due ore di serata a scoprire quello nuovo verso Jess Weiss.

La mia Vespa mi porta a Shoreditch in tempo per trovare spazio fra le prime file del Concrete, uno spazio che più underground non si può: è un basement dal soffitto basso, tubi a vista, tutto cemento (ma dai?!?), ma concepito splendidamente. Minimal-chic. Servono Averna, Cynar e birra Moretti. Sarà una grande serata.

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