Club Night – Hell Ya

Giacomo Mazzilli di TRISTE©.

500 grammi di farina, 100 grammi d’olio d’oliva, qualche cucchiaio di rosmarino secco, 125ml di acqua, un uovo, sale quanto basta.

Non sto dando i numeri, ma la ricetta dei taralli. Quelli lucani, come il 50% del sangue che scorre nelle mie vene. Quello che mi ha portato a fermarmi a Picerno, sulla strada verso Gallipoli, qualche mese fa. Là ho scoperto l’eccellenza dei peperoni cruschi.

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Miss Moody – You Owe Me

missmoody_youowemeVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

In Arizona fa molto caldo. Anche a Natale. Lo so perchè molti anni fa ho passato un capodanno a Phoenix.

In verità ho festeggiato 3 volte in un giorno solo grazie ai fusi orari e a diversi voli aerei. Ma questa è un’altra storia.

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Un 2015 TRISTE© – Canzoni per non dimenticare

Avete superato indenni le festività? Siete entrati di slancio nel nuovo anno? Sembra l’inizio di una pubblcità di merda?

Ehm…cercavo semplicemente di avere una verve che, come sapete, non è propriamente nel mio stile. Perchè questo deve essere lo spirito di ogni nuovo inizio.

Il vero problema è che proprio non ne sono convinto…

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TRISTE© #Roma – Top 10 2015

Sin da piccolo ho sempre provato un certo piacere nel fare liste. Figurine mancanti, calciatori, libri, film e, ovviamente, dischi.

Tra la mie più grandi passioni poi, come ben sapete, c’è l’ansia. Benchè la classificazione sia discussa, anche il disturbo ossessivo-compulsivo ricade tra i disturbi d’ansia, e proprio la mania per gli elenchi ne è un tipico esempio.

Cosa voglio dire con questo? Non lo so. Forse da un lato che dovrei andare in analisi, dall’altro che, a differenza di altri, io sono molto contento di fare le classifiche di fine anno.

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TRISTE #Marsiglia/Londra – Top 10 2015

Caro amico ti scrivo, è probabilmente la più banale delle maniere di iniziare una classifica di fine anno, ma mi vien naturale pensarlo mentre ascolto il grande Lucio Dalla che mi narra di quanto é profondo il mare. Profondo come il talento smisurato che Sufjan Stevens dispensa al mondo con il suo Carrie & Lowell, il disco che quest’anno si prende il (clicca per lo spolier) posto nella mia lista personale dei migliori dischi del 2015.

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La vostra top 5 #2015

Siamo a metà Dicembre e nel settore musicale (o meglio nel settore di chi parla di musica, non di chi la fa) è tempo di classifiche. Classifiche di fine anno di ogni tipo: album, singolo, video, EP, copertina, canzoni che iniziano per “J”.

Ed è inutile fare gli snob, a tutti piace “elencare cose” e dire la propria. E piace anche a noi. Quest’anno però, per iniziare la carrellata di classifiche, abbiamo voluto chiedere la vostra opinione.

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Kurt Vile – b’lieve I’m going down..

Con gli amici a volte non si ha bisogno di parlare troppo, ci si capisce al volo. Come quando al Field Day di qualche anno fa io, Vieri e Giuliano decidemmo di andare a vedere un capellone con la camicia di flanella a fare un po’ di casino sul palco.

Potrebbe sembrare la descrizione di un suo amico e collega, tale Adam Granduciel, ma sto parlando di Kurt Vile. Due amici sulla cresta dell’onda del revival shoegaze che ha ripreso il proprio spazio nel repertorio indie delle ultime stagioni.

Capelli lunghi, sfiga a palate e quell’allure/look da emarginati che farebbe pensare a degli outliners – reietti – ed invece si ritrovano al centro del mondo: uno, con quello che da molti é stato definito disco dell’anno 2014; l’altro con quello che potrebbe reppresentarlo nel 2015.

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