TRISTE© #Roma – Top 10 (+1) 2016

top102016_tristeromaVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

Tra le mie varie fisime (di cui tra l’altro non vi parlo da un po’…prometto di rimediare nel futuro) quest’anno si è aggiunta quella di essere affetto, precocemente, da malattie neurodegenerative che stanno intaccando la mia memoria.

Al netto del fatto che (come al solito) probabilmente ho sbagliato diagnosi, rimangono i sintomi (come dice Woody Allen “non sono un ipocondriaco, sono un allarmista”). E questo non è il massimo quando devi fare delle liste.

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Le Firme di TRISTE© – Top 5 2016

lefirmeditriste2016Io (Vieri), e Giacomo, anni fa abbiamo iniziato questa bella avventura chiamata ironicamente (ma non troppo, vista la mia presenza…) TRISTE©.

Ma le cose belle sono fatte per essere condivise. E noi abbiamo trovato una ottima compagnia.

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La vostra top 5 – 2016

top5lettori2016Anche quest’anno è arrivato quel momento dell’anno. Amato da qualcuno (da me, Vieri, e da Giacomo) odiato da altri (Francesco).

Non sto parlando del fare i regali di Natale, ma di stilare le classifiche degli album migliori dei 12 mesi appena passati.

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Girl Ray – Trouble

girl-rayGiacomo Mazzilli di, da, per, a TRISTE©

I come with troubles.

Forse dovrei scriverlo dappertutto prima di intraprendere qualsiasi percorso. Mi piace adagiarmi sul fondo delle cose pancia all’aria e osservare tonnellate di informazioni sospendersi sopra di me. La reattività non è il mio forte in questo tipo di cose.

Ma perché mai dovrebbe esserlo?

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The Tallest Man On Earth @Fabrique 16/09/2016

tallest-man-on-earth-music-hall-williamsburg-by-pip-cowley-900x600-1009146Per lavoro vengo spesso a Milano. Tutte le volte ritrovo un pezzo di cuore che ho lasciato un po’ di tempo fa. Vive una vita tutta sua, in parallelo.

A volte prende delle sbandate meravigliose, mi fa volare con le gambe in aria e mi ritrovo immerso in storie fuori dal tempo: in motorino a correre sulle salite di casa mia, fra i prati verdi degli inizi di maggio, fra le onde calme del mare nelle sere di Agosto.

Ho lasciato pezzi di cuore dappertutto, non me ne rammarico. Io, cittadino del mondo, non poteva andare diversamente.

I left my heart to the wild hunt a-comin
I live until the call
And I plan to be forgotten when I’m gone
Yes I’ll be leaving in the fall

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Angel Olsen – My Woman

angel-olsen-my-womanYou’ll never be mine.

Chissà quante volte lo abbiamo pensato. Io di sicuro l’ho provato quando con il suo fare sfuggente Angel Olsen è passata sul palco dell’Electric Balroom di Camden. Ho amato talmente tanto Burn Your Fire for No Witness che mi fece male, trovarmi sedotto e abbandonato.

Fu fin troppo facile parlare male di quell’esperienza di 40 minuti o poco più. Ci andai con il mio compagno di concerti a Londra. Si chiama Mathieu, uno di quei parigini che ti fanno ricredere dell’arroganza che si attribuisce ai natii dell’Ile de France. Interessato a tutto, dal cinema alla musica, e con il quale ci siamo scambiati tanti favori musicali: io lo portai da EELS alla Royal Albert Hall lui da Gruff Rhys al Koko di Camden.

Per Angel Olsen andò diversamente.

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Ryley Walker – Golden Sings That Have Been Sung

Ryley-Walker-GSTHBS-Cover-980x980Certe cose ci portano altrove. A me succede ogni qualvolta ho un colpo di fulmine per un nuovo disco, un nuovo artista; succede ogni volta che prendo un taxi a Roma.

Lo scopro in un caldissimo pomeriggio di Agosto, uno di quelli in cui l’aridità della terra e la prepotenza del maestrale hanno giocato un ruolo fondamentale nel trasformare in barbecue 3300 ettari di vegetazione provenzale.

Ieri mi sono addormentato col “profumo” di pino bruciato e gli occhi pieni di fumo.

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