La gioventù dell’est India è un progetto di William Doyle, un giovane ragazzo di Bournemouth, cittadina del Dorset famosa ai più per non essere famosa. Una storia che in poche righe mi ricorda il nostro Enrico Boccioletti, che noi di TRISTE© adoriamo. Proprio come il talento nostrano, il Doyle si era dapprima avvicinato alla musica rock-pop-indie formando una band con alcuni amici, salvo poi realizzare i limiti espressivi dettati dal genere e dalle ambizioni del gruppo (“faceva schifo suonare in una delle centinaia di rock band Oasis-style” ).
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Golden Grrrls – Golden Grrrls – 2013
Non è che ho iniziato ad avere problemi di artrite e non sono così stupido da aver sbagliato il nome due volte di fila, la band del giorno si chiama proprio Golden GRRRLS con tre R. Mi piace pensare che sia un errore di battitura un po’ come quello che fece l’avo di un ex giocatore di Milan ed Inter, Pietro Guglielmin, che finì con l’avere un cognome degno di un supercalifragilistichespiralidoso.
O forse il GRRR lo si deve all’attitudine punk che mettono nelle loro canzoni e che si evince anche dalla durata delle tracce, le quali raramente sfondano il muro dei tre minuti.
Palma Violets – 180 – 2013
I Palma Violets finalmente escono col loro album, non più una manciata di canzoni da fruire via soundcloud o youtube o vattelappesca quale altra piattaforma. A qualcuno di voi il nome del post potrebbe suonare familiare, dato che di questa band ne avevamo già parlato in diverse occasioni come ad esempio nel BBC Sound of.. 2013.
Indians – Somewhere Else – 2013
Il cielo di Londra è grigio stamane, è il tempo prefetto per una recensione TRISTE©. Apro gli occhi, metto le cuffie, faccio partire “Somewhere Else” e il bollitore per il tea. Ora, se mai ci fosse un tempo perfettamente adatto all’ascolto di un disco del genere, sarebbe un mattino Fall/Winter d’oltremanica, quindi non mi assumo responsabilità per qualche affermazione troppo azzardata.
Local Natives – Hummingbird – 2013
Gli Hummingbirds sono gli uccelli più piccoli del mondo, anche se a me questa parola fa venire subito in mente altre due cose: una canzone meravigliosa dei Wilco (la migliore live band dell’universo – si, ci sono i Floating Disk da Saturno ma non sono all’altezza) e il carrot cake più buono di Londra.




