Alana Yorke – Dream Magic

Appena si affacciano i primi freddi, la sera, sembrano tutti spariti. Quando mandi un messaggio al gruppo di WhatsApp degli amici per uscire e nessuno ti risponde (o adduce scuse a caso) le motivazioni possono essere due: o sei finalmente riuscito a stare sul cazzo a tutti, o la gente ha bisogno ancora di qualche giorno per ambientarsi al repentino cambio di temperature.

E visto che fino all’altro ieri rispondevano tutti con piacere (almeno sembrava), la seconda opzione sembra essere la più credibile. Tanto vale allora cercare un po’ di musica nuova.

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The Drink – Capital

La musica può essere fatta risalire a 55,000 anni fa. Con modalità diverse, con finalità diverse, ogni popolo in ogni periodo storico ha sentito il bisogno di usare i suoni (e la connessione tra essi) per scandire i più disparati momenti della vita e, soprattutto, per sentirsi più vicino ai proprio simili attraverso una attività profondamente collettiva e integrante.

In momenti difficili come questo, anche il ruolo unificante della musica sembra essere messo in discussione. Anche un concerto sembra essere qualcosa che possa dividere persone da altre persone. Ma tale idea può scaturire solo da un’ottica distorta e limitata.

Per questo, proprio in questi momenti, continuare ad ascoltare musica e parlarne con tutti voi è l’unica cosa sensata che possiamo fare da queste pagine.

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Martin Courtney – Many Moons

La Luna, lentamente ma in modo costante, si sta allontanando dalla Terra. Non vi allarmate: allo stato attuale delle cose, si tratta di quasi 4 cm l’anno. Non pochissimi, ma non abbastanza da far sì che nei prossimi anni succeda qualcosa di catastrofico.

Certo, prima o poi, il nostro pianeta perderà il suo unico satellite, ma probabilmente prima avrà già perso molto altro. Martin Courtney invece si stacca solo per un attimo dai suoi Real Estate, ed esce con Many Moons, il suo primo disco solista.

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Few Fingers – Burning Hands

A volte le cose che ci sono più vicine sono quelle che conosciamo meno. Così molta gente è stata in Egitto, a Parigi, negli States, in Giappone, etc., ma non è mai andata alle 5 terre o a Norcia (sì, Norcia).

Io, dal canto mio, sono stato in un sacco di posti più o meno strani nel mondo ma, mea culpa, ancora non ho trovato il tempo per fare un salto in un paese reletavimente vicino: il Portogallo.

Fortunatamente c’è la musica, che avvicina i luoghi e spesso è causa principale dei miei viaggi.

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Mason Blake – Teddy Boy

Quando sono particolarmente stressato (sempre?) c’è una cosa che mi rilassa particolarmente: vedere, leggere, ascoltare cose lontane nel tempo (o fuori dal tempo).

Così un film western, un documentario sui pesci abissali (sì, qualcosa in contrario?), un noir di Dashiell Hammett o un disco di Sam Cooke possono fare al caso mio.

Perchè in quel passato (o a quelle profondità) i problemi non esistono.

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