Sun June – Years

Agnese Sbaffi per TRISTE©

Qualche sera fa mi sono persa per tornare a casa.

Non avevo bevuto, non avevo fumato, non avevo neanche mangiato a dir la verità. Non era tardi, non ero né lontana né in un posto sconosciuto. Volevo solo disperatamente tornare a casa ma non sapevo più come.

Dalle cuffie una voce delicata e risoluta continuava a ripetere in un potente crescendo “I’m coming home” e pensavo “Ma beata te!”. Con tutta la calma che mi contraddistingue ho girato una sigaretta mentre blateravo insulti generici, mi sono seduta e ho aspettato.

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Florist – If Blue Could Be Happiness

Fiamma Giuliani per TRISTE©

È evidente che viviamo in un’epoca in cui dominano l’apparenza, la spettacolarità. In cui una certa aggressività sociale è sinonimo di successo e di voglia di arrivare; in cui abbiamo facile accesso a una quantità enorme di informazioni, di dati, di oggetti.

Tutto ciò non è un male, se non fosse che – in mezzo a questo continuo bombardamento – la necessità di essere aggiornati spesso porta alla trascuratezza e la frenesia di assaggiare le novità rende poco accurati e impedisce di andare in profondità.

Il rischio è quindi di perdere qualcosa per pigrizia, fretta, poco tempo a disposizione; di trascurare il piacere di fermarsi ad assaporare, di essere sbrigativi con quello che non conquista la nostra attenzione immediatamente.

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V/A – It Is Something To Have Been

va_itissomethingtohavebeenVieri Giuliano Santucci per TRISTE©

It is something to have wept as we have wept,
It is something to have done as we have done,
It is something to have watched when all men slept,
And seen the stars which never see the sun.

Sarebbe bello poter dire, alla fine, di aver vissuto “una vita immeritatamente felice”. E’ quello che disse Gilbert Keith Chesterton prima di morire.

Ma anche quando le cose non vanno per il meglio, cerchiamo di ricordarci che, dopo tutto, “it is something to have been”.

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Champs

Fra una settimana esatta sarò alla prova finale del mio PhD. Ad una conferenza, un paio di anni fa, ho avuto la fortuna di conoscere un personaggio meraviglioso, Jame: un tipo di Bristol che è un concentrato di humour inglese all’ennesima potenza. Un Eric Idle de noantri.

Mi ricordo ancora quando per la prima volta mi parlò del Bestival, festival dell’Isle of Wight e mi ricordo benissimo le ore che trascorse per convincermi si trattasse di una cosa vera. Grande James.

champs

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Owen – L’ami du peuple – 2013

Avete mai sentito parlare de L’Ami du Peuple? Non dico il disco di Owen, ma il giornale che veniva distribuito durante la rivoluzione francese.

Bene, io non lo avevo mai sentito. Nemmeno del disco di Owen ad essere sincero, dato che ultimamente si parla tanto dei Deafheaven che con il loro Sunbather sembra abbiano ridefinito gli orizzonti del metal. Beh, il metal non è “my cup of tea” ad essere sincero.. quindi dopo un weekend in paradiso (Arezzo e il Chiantishire con tanti amici di lunga data) non ce la facevo proprio a recensirlo. Magari un’altra volta.

owen lami du peuple

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